Da 27 febbraio 2011 2 Commenti Leggi tutto →

Punizioni “esemplari” a scuola. E’ giusto?

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E’ di questi giorni la notizia di un bimbo un po’ vivace di otto anni che frequenta la scuola elementare Sant’Ambrogio, in provincia di Torino, che dopo aver detto alcune parolacce e dopo essersi fatto scappare una bestemmia (sicuramente non le uniche) si è sentito dire dalle maestre: “Queste cose non si dicono, adesso sciacquati la bocca!” e praticamente gli è stata lavata la bocca con il sapone!

La mamma ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri, che prontamente hanno informato la Procura della Repubblica di Torino e l’ipotesi di reato sarebbe “abuso di mezzi di correzione” da parte delle due insegnanti. Contemporaneamente alla denuncia i genitori hanno richiesto alla preside della scuola l’allontanamento delle due insegnanti.

La preside della scuola ha rifiutato la richiesta dei genitori del piccolo perché reputa le insegnanti delle ottime educatrici, e dunque preferisce aspettare l’esito delle indagini avviate dalla magistratura. Intanto il piccolo è tenuto a casa e non sta frequentando le lezioni! La mamma dice che il piccolo è scosso, ha gli incubi durante la notte e non tornerà a scuola finchè le due maestre non saranno allontanate e dichiara: “Non siamo più ai tempi del ghetto. Lui ha sbagliato a dire quelle parolacce e soprattutto a bestemmiare, è un comportamento che dà fastidio anche a me…” e continua: “Mio figlio non ha problemi. I servizi sociali ci seguono perché io non lavoro. Non per altro. Lui è soltanto vivace, un bambino normalissimo. Non è un mostro!”

Su questa vicenda pare che il paese sia letteralmente diviso in due da un lato c’è chi sostiene le maestre e chi le condanna e pare anche che dall’inizio dell’anno 5 bambini sono stati trasferiti di scuola per scelta delle famiglie e sembra perché stanche dei comportamenti del piccolo Luca. “Hanno fatto bene a lavare col sapone la bocca di quel bambino. Così capisce che deve comportarsi bene e non dire le bestemmie…” è una delle frasi che la gente del posto ripete… mentre una delle mamme che ha portato via suo figlio dalla scuola dichiara: “Non ci sono attenuanti. Le maestre hanno sbagliato. Io sono una delle mamme che ha lasciato la classe, ma non l’ho fatto per colpa del bambino troppo vivace. L’ho fatto per i rapporti con le insegnanti”.

Ma a sostenere le maestre ci sono anche le altre insegnanti della scuola che dichiarano: “il bambino insulta compagni e insegnanti e a volte volano anche le sedie”… insomma pare essere proprio un bimbo un po’ difficile tanto che sembra che il piccolo fosse seguito da uno psicologo!

Contro le due maestre anche l’Osservatorio dei Minori il cui direttore dichiara: “L’episodio è da verificare, ma qualora risultasse vero ci troveremmo davanti all’ennesima lesione di diritti fondamentali perpetrati in un luogo deputato, invece, alla tutela dei bambini” e continua: “Un bambino di otto anni che bestemmia non ha cognizione di causa. Certo non è da sottovalutare l’attivismo che lo sprona ad essere indisciplinato ed è bene utilizzare le tecniche più idonee per allinearlo ai principi dell’educazione, purchè queste non ledano alla sua dignità di persona”.

Ma a turbare il tutto secondo me è proprio il metodo punitivo! Posso capire e probabilmente comprendere l’esasperazione delle maestre quando ci si ritrova davanti a bambini difficili, ma proprio perché difficili penso abbiano necessità di più comprensione! O sbaglio?! Voi cosa ne pensate!

Fonte: corriere.it

Immagini:
a.marsala.it

2 Comments on "Punizioni “esemplari” a scuola. E’ giusto?"

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  1. Secondo me la punizione à stata un pochetto esagerata, comunque non condanno le maestre perchè capisco che sono arrivate ad un punto di “non farcela più”, e magari prima di arrivare a quella punizione ne avranno provate molte altre ritenute più idone ma senza risultati!
    Quello che penso io è che sicuramente il bimbo in questione è troppo vivace, ma anche troppo maleducato e questo parte dai genitori; le maestre sono in classe per insegnare ai bimbi la cultura generale e un pò di educazione, dico “un pò” perchè una volta era diverso, potevano insegnarti l’educazione con metodi crudi come bacchettarti sulle mani ecc.,ma adesso gli insegnanti fanno quel che possono e di certo trovare bambini cosi e non poter fare o dire nulla perchè se no si viene denunciati non è semplice.
    Secondo me sono i genitori che devono fargli capire certe cose e castigarlo con le dovute maniere, magari togliendo le sue cose preferite, inoltre devono continuare a far seguire il bambino dallo psicologo.
    E per il fatto che sono seguiti dai servizi sociali per il lavoro, non funziona così, perchè come giustamente ha già detto elena, saremmo in maggior parte seguite dai servizi sociali, ci sono sicuramente altri tipi di problemi di fondo.

  2. elena scrive:

    Non credo che il bambino sia seguito dai servizi sociali solo perché la mamma non lavora, sennò dovrebbero esserci migliaia di bambini con problemi. Ci sono motivazioni ben più gravi che i genitori non vogliono vedere e che cercano di nascondere con scuse senza capo nè coda.
    Capisco, anche se non giustifico, il comportamento delle maestre esasperate: vorrei vedere noi al posto loro!

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