Da 7 novembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Salute occhi: visita oculistica nei bambini, quando farla?

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Una recente ricerca sulle abitudini degli italiani in fatto di prevenzione, controllo e correzione dei problemi della vista, condotta per conto del Comitato Difesa Vista, ha fatto emergere un dato preoccupante: tra i bambini fino a cinque anni, solo 4 su 100 e soltanto 72 bambini su 100 tra i 6 e i 13 anni sono stati portati dall’oculista per una visita completa o per un controllo. Eppure, stando alle Linee guida della prevenzione, la prima visita oculistica completa andrebbe effettuata a 9 mesi di vita.

A questa età la visita oculistica permette già di vedere se il bambino ha la tendenza a sviluppare il cosiddetto “occhio pigro”, cioè l’ambliopia, in cui l’occhio che vede meglio tende a escludere dalla visione quello che ha qualche difetto: un disturbo da correggere presto per un buon recupero visivo. Queste prime visite sono importanti anche perché stabiliscono una specie di “punto di partenza” in base al quale si potrà valutare in seguito lo sviluppo dell’occhio e l’eventuale comparsa di alterazioni o di difetti di rifrazione.

Le linee guida della prevenzione per la vista prevedono una seconda visita oculistica all’età di tre anni e mezzo, che comprende la dilatazione della pupilla per valutare il fondo dell’occhio. A quest’età si può già cogliere anche la presenza di difetti di refrazione o la predisposizione a sviluppali. Si vede per esempio, se l’ipermetropia, che è caratteristica dell’occhio del neonato, si va riducendo. Si nota se c’è l’astigmatismo, un difetto ereditario spesso già presente alla nascita, che può riguardare anche un solo occhio. Si può vedere la predisposizione alla miopia, o la miopia già in atto.

Più tardi, tra i 6 e i 7 anni, è prevista una terza visita completa. A quest’età la lettura, l’uso del computer e dei videogiochi fanno spesso emergere i difetti di refrazione, specie la miopia, che è il più diffuso. Con i test per i colori si valuta anche se ci sono alterazioni nella loro normale percezione, come per esempio il daltonismo, per cui non si vede il rosso, o la discromatopsia, che non fa distinguere le sfumature delle tinte. La visita può anche rilevare l’eventuale presenza di malattie micro vascolari della retina, delle quali si può almeno ritardare l’evoluzione, adottando tempestivamente le cure adatte.

La correzione dei difetti mediante gli occhiali è fondamentale perché permette al piccolo di vedere correttamente anziché a fatica; inoltre, gli consente di sviluppare normalmente le sue capacità di apprendimento e di salvaguardare le sue potenzialità di crescita intellettuale e fisica. Anzi, conoscere in tempo la presenza di certi difetti destinati a evolversi, come la miopia, aiuta a indirizzare il bambino  verso lo sport che meno mette a rischio i suoi occhi.

Immagini:
pediatricopthalmology.wordpress.com
oohlaladesignstudio.blogspot.com
blog.realkidshades.com

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