Scegliere lo sport per i figli

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Quando si sceglie uno sport per i propri figli i pensieri che si fanno sono apparentemente molto semplici. Si pensa che “un po’ di sport fa bene” e che “è meglio mandare i figli a fare uno sport piuttosto che lasciarli per strada a bighellonare”.

In realtà quando decidiamo di far fare uno sport ai nostri figli stiamo prendendo almeno altre due decisioni molto importanti per noi e per loro.

In primis, (ho sempre sognato di scrivere in primis) stiamo scegliendo un partner che ci aiuti ad educarli e crescerli, il che significa valutare e scegliere delle persone, si spera dei professionisti, ai quali delegare l’insegnamento di valori quali l’autonomia, la disciplina fuori dalle regole di casa, la socializzazione con persone con le quali non vi è legame affettivo, la competizione all’interno di regole prestabilite, il concetto di limite personale, il concetto di vittoria e sconfitta, la solidarietà di squadra, il concetto di errore – proprio o dell’altro – che può ingiustamente cambiare le gerarchie e i risultati, il concetto di autorità indiscutibile degli arbitri ed il concetto di autorità anaffettiva quale deve essere quella degli allenatori.

Inoltre (non me la sentivo di scrivere “in secundis”) stiamo scegliendo anche in che tipo di ambiente far vivere i nostri figli. Per “ambiente” intendo l’ambiente che si può trovare in una determinata Società Sportiva piuttosto che in un’altra – è determinante infatti conoscere la Dirigenza, la Filosofia sportiva che viene promossa, gli Allenatori, il gruppo di Genitori dei Compagni di squadra – per poter valutare se desideriamo davvero che i nostri figli bazzichino un ambiente e respirino una determinata aria. Ma per “ambiente” si intende anche il mondo che circonda un determinato sport rispetto ad un altro. Decidere che i nostri figli giochino a Calcio significa sapere che saranno esposti – molto probabilmente – a scene di ordinaria follia o volgarità o stupidità o eccessivo agonismo o, o, o, o, (avrei una lista interminabile), mentre scegliere per i proprio figlio, che so, Tuffi è come decretare per lui un probabile avvenire in un ambiente molto più tranquillo ed equilibrato.

Credo che il problema risieda soprattutto negli sports che prevedono il gioco, lo scontro fisico, la competizione contro un’altra squadra; in presenza di questi semplici avvenimenti la gente si sente autorizzata ad essere maleducata, scorretta, volgare, come se il fine – cioè il risultato – giustificasse i mezzi. Quando invece si tratta di sports individuali oppure dove si combatte semplicemente contro il tempo o di fronte ad una giuria i toni sono molto più pacati.

Ecco, credo che sia interessantissimo aprire il discorso sulla scelta dello sport per i propri figli perché da quella scelta dipende il mondo in cui li faremo vivere e il mondo in cui vivrà la nostra famiglia. Non vorrei essere troppo drastico, ma da questa scelta dipende anche  il mondo e la Società che vogliamo costruire per loro.

Questo stuolo di mamme urlanti o papà imprecanti che forse sperano – equivocando tragicamente – di avere in casa un futuro campioncino di pallone oppure di potersi risciacquare tutti gli stress della vita sfogandosi indegnamente sugli spalti delle partite di calcio dei ragazzini, vanno isolati e allontanati dai luoghi dello sport per giovani.

Tutti i genitori che hanno la sventura (e qui sto scherzando) di avere un figlio che  vuole giocare a calcio (sta per capitare a me)devono essere messi in condizione di poter confidare in una struttura che accolga il loro appassionato calciatore in un ambiente educativo all’altezza della educazione alla vita che loro stanno tentando di dargli.

Ben vengano quindi le Scuole Calcio – ma in generale le Società Sportive – che si porranno il problema di fare formazione interna a favore dei loro operatori per insegnar loro i fondamenti della Pedagogia (oltre a quelli della Tecnica dello sport che insegnano) e ben vengano le società Sportive che si presenteranno ai genitori con un Programma Pedagogico\Educativo strutturato e serio, fondato sull’educazione allo sport e sull’approccio all’agonismo, piuttosto che su finte e maliziose promesse di risultati e carriere improbabili.

Secondo me le famiglie sceglieranno queste Società Sportive per i loro figli.

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Federico Ghiglione

Associazione Professione Papà

www.professionepapa.it

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