Sciopero delle nascite: il 12 Febbraio a rischio 1.100 parti

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Avete letto il titolo, siete perplesse e vi sembra un tantino assurdo? In effetti, è la prima volta che si verifica uno sciopero delle nascite. Ad incrociare le braccia, questa volta sono ginecologi ed ostretriche!

Il 12 febbraio, il giorno di santa Eulalia, in Italia nasceranno meno bimbi: tutti i parti programmati, 1.000 in totale, (ma anche esami e visite) saranno rinviati o anticipati. Coinvolti nel blocco pressoché totale, i punti nascita ospedalieri del SSN, i consultori familiari e gli ambulatori ostetrici extra ospedalieri. La comunicazione è stata data a Roma in conferenza stampa da tutte le sigle sindacali che rappresentano i 15mila operatori delle due categorie.

I motivi della protesta: i tagli che hanno stressato l’assistenza e il contenzioso medico-legale. I professionisti lamentano: “Non lavoriamo più con la dovuta serenità”.

Si contano migliaia di denunce contro ginecologi e operatori sanitari. Solo il 98,8% dei procedimenti presso 90 Procure a carico di sanitari (il 10% ginecologi) viene archiviato senza una condanna, questi sono i dati della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari. Tuttavia, molti medici assolti in sede penale sono costretti a pagare risarcimenti elevati in sede civile in aggiunta ai problemi personali e professionali che un clamore mediatico può causare.

Per contro, esiste anche una forma di medicina difensiva praticata dai medici che prescrivono viste, analisi e farmaci eccessivi per evitare errori e qualsiasi contenzioso legale. In questo caso, però, vengono sprecati ogni anno dal SSN tra 12 e 14 miliardi di euro per interventi e prestazioni inutili.

Fonte:
ilsole24ore.com

Immagini:
donna.tuttogratis.it

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