#SecondLife: la seconda vita delle pile

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Secondlife DuracellQuando sono veramente scariche ? Perché non si possono buttare nel cestino dei rifiuti normali quando non servono più? Dove le possiamo raccogliere perché siano smaltite correttamente?

Queste e molte altre domande sulel pile hanno avuto una risposta sabato mattina scorso durante un evento Duracell, organizzato allo scopo di sensibilizzare le famiglie al corretto utilizzo di tali batterie. E proprio perché una corretta educazione ambientale è fondamentale per i nostri figli, sono stati coinvolti non solo i genitori, ma anche i bambini, che hanno così avuto modo di sperimentare in modo ludico le tante informazioni che sono state fornite durante l’incontro.

Mentre i bambini giocavano con carta, colla, pennarelli, pile e circuiti elettrici, i genitori hanno a loro volta imparato molte cose interessanti sulle pile. E qualcuna di queste è giusto che venga condivisa!

Le pile fanno parte delle nostre vite e come per ogni tecnologia, è importante imparare a farne il giusto utilizzo, sia conoscendo gli apparecchi che consumano di più o di meno e quindi dare una “seconda vita” alle pile, sia imparando a buttare le pile veramente esauste negli appositi raccoglitori.

Dalla ricerca “Gli italiani e le pile” condotta online da Human Highway per Duracell emerge che in ogni abitazione italiana sono presenti circa 6,5 dispositivi che funzionano a pile e di questi, il più comune è il telecomando per la TV (presente nel 92,5% delle case).

Cosa fanno gli italiani quando una pila comincia a dare segnali di esaurimento?

Solo la metà degli intervistati (50%) dichiara di accertarsi sempre che sia davvero esaurita, inserendola in un dispositivo diverso. Più di un terzo degli intervistati (36%) dice invece non lo fa mai e la butta via immediatamente! Questo perché nella metà dei casi non si è a conoscenza del fatto che ci sono diversi tassi di richiesta di energia a seconda dei dispositivi.

Le pile vengono buttate quando al loro interno hanno ancora disponibile il 41% della loro energia iniziale, ovvero l’energia sufficiente far funzionare un apparecchio che ha un tasso di assorbimento energetico minore, come un telecomando, una sveglia o un giocattolo per bambini.

Considerato che mediamente in Italia si generano quasi 450.000.000 di rifiuti di pile all’anno, l’energia residua nel totale delle pile intercettate equivale a circa 1.800.000 kWh: quanto serve per mantenere in funzione 20.000 automobili di potenza media (88kWh/120CV) per un’ora!

Quanto allo smaltimento, l’84% degli intervistati dichiara di buttare via le pile negli appositi contenitori, un dato in contrasto con i dati di uno studio della European Recycling Platform (ERP), presentato anch’esso nel corso dell’incontro, che dimostra che invece solo il 25% delle pile immesse nel mercato vengono eliminate in modo corretto. A scoraggiare le persone pare sia il fatto che i raccoglitori sono ubicati in zone scomode.

Di ogni pila sarebbe però possibile riciclare almeno il 60% dei materiali che la compongono, rimettendola nel ciclo produttivo, dopo averle dato una Seconda vita mentre conteneva ancora energia.

Per tutti questi motivi, Duracell ha messo sul mercato Ultra Power, una pila che consente di verificare quanta energia è rimasta disponibile all’interno della pila. Per scoprirlo basta premere i cerchi bianchi su ciascun lato della pila e il misuratore indica la quantità di energia rimanente.
Di seguito, una classifica dei più comuni device all’interno delle case nel mondo. Ognuno di essi ha un consumo energetico differente. Se, per esempio, ti trovi in vacanza e la tua fotocamera digitale smette di funzionare, puoi dare una “seconda vita” alle pile spostandole in un dispositivo che ha un consumo minore come, ad esempio, un orologio a muro o un telecomando:

Dispositivi e consumi di energia

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