Da 2 febbraio 2009 7 Commenti Leggi tutto →

Senza pannolino

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Vi voglio raccontare di una pratica che fino a pochi anni fa era quasi sconosciuta in Italia, mentre oggi ha un discreto seguito, grazie anche alla presenza in rete di siti e gruppi e alla pubblicazione di alcuni libri sull’argomento. EC, l’acronimo di elimination communication, significa ritenere che il proprio bambino sia in grado fin da quando è appena nato di comunicare il suo bisogno di fare pipì e cacca.

Inutile quindi è l’uso del pannolino, che allontana il neonato dalla capacità di riconoscere cosa succede intono alle sue parti intime, crea un diaframma, impedisce o rende più difficile anche alla mamma la comprensione di quello che accade al suo piccolo.

L’ideologa è Laurie Boucke, che ha provato – con scetticismo, in principio – questa strada con il suo terzogenito: ha iniziato quando il piccolo aveva tre mesi, e da subito è riuscita a fargli fare sempre pipì e cacca in una bacinella, sorreggendolo. A nove mesi il bambino rimaneva asciutto e pulito, se gli si consentiva di sedersi sul vasino con una certa frequenza, mentre a due anni era in grado di fare tutto da solo.

Lasciando il neonato senza pannolino  e osservandolo si è in grado in breve tempo di capire quali sono i suoi ritmi di evacuazione, come cambiano, quali segnali il bambino dà subito prima di fare la pipì e la cacca. Si intensifica – così dicono i sostenitori di questa pratica – la relazione mamma bambino e la loro reciproca conoscenza, si riconoscono i bisogni del piccolo, in senso letterale ma anche figurato, senza nasconderli in un pannolino.

Si tratterebbe in realtà di una prassi comune in tutti quei paesi dove i pannolini usa e getta non sono diffusi: la stessa Boucke avrebbe iniziato una ventina di anni fa spinta da un’amica indiana.

Naturalmente i detrattori non mancano: inutile sarebbe anticipare forzatamente il controllo degli sfinteri, che avviene tra due e tre anni. In realtà non si tratta di costringere il bambino a fare qualcosa che per la sua fisologia non può ancora fare, ma solo di assecondarlo e consentirgli di evacuare in una vaschetta, nel vasino, con il riduttore piuttosto che nel pannolino.

L’aspetto che io trovo interessante è il fatto che il bambino senza pannolino è più libero nei movimenti, è libero di toccarsi  e ha una maggiore consapevolezza del suo corpo, non conosce dermatiti da pannolino, contribuisce in minor misura all’inquinamento del pianeta.

Occorre però molto tempo, molta pazienza, molta tolleranza per portare avanti con determinazione questa pratica. All’inizio bisogna mettere in conto che il piccolo si bagnerà e bagnerà per terra, e anche quando ci sembrerà di avere compreso e di riuscire a prevenire tutte le pipì, potrà capitare che il piccolo torni indietro, riprendendo a bagnarsi più o meno sistematicamente. Questa almeno è stata la mia esperienza.

Ciò non toglie che, senza pretendere di lasciare il piccolo senza pannolino giorno e notte, si può comunque farlo per qualche ora al giorno, per dargli modo di sperimentare anche il fatto di stare senza pannolino, con tutto ciò che questo comporta. Così, riconoscerà con più facilità quello che avviene dentro di sè, avvertirà eventualmente il fastidio del bagnato, apprenderà l’uso di vasino e riduttore, sarà spronato a fare a meno del pannolino quando arriverà il momento giusto per liberarsene.

Voi avete mai provato qualcosa di simile con i vostri figli?  Come avete deciso che era giunto il momento di togliere il pannolino?

7 Comments on "Senza pannolino"

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  1. Livia scrive:

    Brave a tutte voi che ci provate, ancora più brave se riuscite a farlo senza trasmettere al piccolo tensione o un eccesso di aspettative.
    @Miriam: siamo felici anche noi della redazione per il tuo test positivo. Buona gravidanza!

  2. miriam scrive:

    ciao sono miriam vi ricordate?volevo dirvi solo che ho fatto il test di gravidanza ed è positivo,ma nn contenta ho fatto la beta e il risultato e positivo tra la quinta e la sesta settimana.sono contentissima…………………….un bacio

  3. Laura scrive:

    I pannolini li hanno inventa perchè le mamme lavorano e non hanno tempo per dedicarsi costantemente ai loro figli. Da quando questi sono stati introdotti nel mercato l’età dello spannolinamento si elevata moltissimo nei paesi occidentali, ad arrivare anche dopo i tre anni per alcuni bambini.
    In tantissimi paesi del mondo dove i pannolini usa e getta non esistono tutte le mamme (e le comunità che ci stanno vicino) osservano i neonati ed imparano i tempi di eliminazione, così che parecchi bambini sono già puliti a 6 mesi. Certo se lo spannolinamento funziona in breve tempo allora una mamma non pensa che questo metodo sia utile, ma se il proprio bambino si rifiuta e toglie il pannolino a quattro anni forse un pensierino se lo fa.
    Per non contare i problemi che creano gli usa e getta a livello ambientale: inquinano, consumano energia, acqua, cellulosa per essere prodotti, hanno bisogno di 500 anni per decomporsi, e poi per quanto riguarda i gel super assorbenti del quale sono composti, possono causare dei problemi (come dermatiti, irritazioni e si pensa pure che danneggino gli oragni riproduttivi dei maschietti, perchè causano una temperatura elevata a livello testicolare, che potrebbe incidere sulla fertilità maschile in età adulata)
    E’ un tema molto interessante sul quale bisognerre riflettere ed informarsi prima di dire che non funziona o che è troppo togliere un pannolino tutto il giorno. Beh se a noi adulti ci lasciassero un pannolino pieno di pipì e non solo, forse non ci piacerebbe. Forse non piace neppure ad uno neonato, allora lui piange e ce lo dice (a modo suo).. a lungo andare se non si sente ascoltato non piange più. E quando si pretende a due anni che un bambino non debba più eliminare nel pannolino, beh forse nessuno si è mai chiesto, cosa lui possa pensare. Fino al giorno prima andava bene il pannolino, poi di punto in bianco, non va più bene, mi rifiuterei pure io.
    Grazie, volevo solo esprimere delle considerazioni e lanciare degli spunti di riflessione

  4. Daniela scrive:

    Ho letto il libro “senza pannolino” per caso e con scetticismo quando la mia terza figlia aveva poche settimane. Con i primi due avevo utilizzato il “metodo tradizionale” con risultati diversi (il primo ha fatto più fatica a togliere il pannolino). Con la terza bimba avevo anche acquistato i pannolini lavabili, stanca dell’immondizia e dell’inquinamento causato dai pannolini usa e getta. Dopo averlo letto l’ho riposto in libreria, mi pareva impraticabile. Tuttavia ho continuato a riflettere seguendo alcuni consigli: lasciare senza pannolino la bimba per qualche momento e portarla in bagno tenendola in braccio e facendole un segnale (“pss”); scegliere un vasino piccolo e trasparente per vedere in tempo reale la produzione del bambino. In effetti ho osservato che la bimba emetteva dei segnali chiari mentre evacuava. Poi, con l’introduzione delle pappe, non riusciva più a fare la cacca regolarmente. Un giorno, vedendola spingere senza riuscire a fare la cacca, l’ho seduta sul vasino spiegandole che lì poteva fare pipì e cacca. Dopo un pò ha fatto la cacca e da allora (ora ha sei mesi e mezzo, sono trascorse quasi tre settimane) fa la cacca solo nel vasino. Durante il giorno le tolgo il pannolino quando sono in casa e se sto attenta ai suoi segnali riesco anche a farle fare la pipì nel vasino. Ilaria è senz’altro una bimba precoce (inoltre ha orari piuttosto regolari, tranne alcune eccezioni) ma il libro mi ha insegnato ad osservarla, a conoscerla meglio e ad aumentare la comunicazione tra me e lei. Non avevo mai pensato prima a questi aspetti!

  5. Panzallaria scrive:

    anche mia figlia a due anni sapeva fare tutto da sola. le ho tolto il pannolino a 20 mesi e ha imparato 🙂

    mi sembra davvero un po’ gravoso questo metodo e presuppone una mamma sempre a disposizione di cacca e pipì.

    se li hanno inventati i pannolini, perché non usarli?
    ciao
    panz

  6. Agnese scrive:

    Confesso di non aver mai sentito parlare di questa pratica (vivo a Bruxellles) e con due bambini maschi di 4,5 e 3 anni ho da poco passato il periodo di transizione senza pannolino. Credo che per ogni bambino sia diverso e ho molta resistenza a credere che si possa lasciare un bimbo piccolissimo tutta la notte senza pannolino. Poi dipende fortemente dagli stili di vita… Se si porta il bambino fuori casa (una giornata intera o da amici o in viaggio) o anche soltanto al nido se la mamma lavora, credo che questa pratica sia impossibile.
    Comunque brave e coraggio alle mamme che perseverano!

  7. laura scrive:

    concordo sul lasciarlo libero qualche ora, ma quasi tutto il giorno mi sembra decisamente troppo! credo sia un impegno veramente gravoso!! per quanto mi sembri interessante non credo di farcela

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