Da 23 ottobre 2009 2 Commenti Leggi tutto →

Sessualità infantile: come aiutare i bambini?

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Di sessualità infantile si è cominciato a parlare solo agli inizi del ‘900 grazie al padre della psicanalisi, Sigmund Freud che, per primo, rilevò la capacità del bambino di trarre un piacere fisico dalla sollecitazione di determinate parti del corpo, le cosiddette “zone erogene”. Ed è proprio sulla base dell’interesse che, crescendo, il piccolo concentra verso “parti” diverse che sono state definite le tre successive tappe che compongono la maturazione sessuale infantile.

Fase orale (da 0 a 1 anno)
Il neonato trae piacere essenzialmente dalla stimolazione orale, cioè dal contatto della bocca con il seno materno. Oltre che a soddisfare le sue esigenze nutrizionali e affettive, l’intimo contatto che si crea durante la poppata produce quindi una piacevole stimolazione fisica sul piccolo, che tende a riprodurre la stessa sensazione portando alla bocca altri oggetti (dito, ciuccio, giocattoli morbidi ecc.).

Fase anale (ad 1 a 3 anni)
Il controllo degli sfinteri, cioè la capacità di trattenere feci e urina, viene in genere raggiunto dal bambino tra i 18 e i 36 mesi. In questa fase il bambino scopre il piacere fisico che gli procura il fare o il trattenere la pipì e la popò mostrando, verso ciò che ha prodotto, una grande curiosità.

Fase fallica (da 3 a 6 anni)
Corrisponde alla tappa conclusiva dello sviluppo sessuale infantile, durante la quale il bambino scopre la differenza tra organi genitali maschili e femminili e pone le basi della sua identità sessuale che verrà definita durante la pubertà. A quest’età è, quindi, del tutto naturale che mostri particolare interesse verso gli organi genitali e che lo si possa sorprendere mentre li guarda o li tocca.

Spesso noi genitori reagiamo a questa novità con imbarazzo anche perché non siamo abituati a considerare il nostro bambino come un essere dotato di una sessualità. Le precedenti fasi dello sviluppo sessuale, quella orale e quella anale, sono infatti meno esplicite e il collegamento al piacere sessuale non risulta così evidente. Al contrario vedere un bambino di 3-6 anni toccarsi i genitali o una bambina tra le gambine non lascia dubbi.

La reazione di sorpresa e scandalo è quindi piuttosto comune, così come le frasi del tipo “sono cose che non si fanno” o “non sta bene”. Un atteggiamento troppo rigido o punitivo rischia però di suscitare nel piccolo un profondo senso di colpa che, in alcuni casi, tende a trascinarsi oltre l’età infantile, finendo per lasciare tracce nella sessualità dell’adolescente e dell’adulto.

Dunque ecco qualche consiglio per aiutare i bambini a superare senza difficoltà quello che rappresenta un passaggio naturale del loro sviluppo psicologico avendo cura di:
evitare di accusarlo di stare facendo qualcosa di “peccaminoso”;
tentare di spiegargli che quello che prova è una componente importante della natura umana, e quindi è comune a tutti;
fargli capire che la sessualità fa parte della sua intimità e, pur non essendoci nulla di male nel viverla, non andrebbe ostentata o esibita;

Solo se si verifica che il bambino ricorra all’autoerotismo troppo di frequente o che tale pratica induca in lui sentimenti negativi, come tristezza e depressione, e la tendenza ad isolarsi dai suoi coetanei, è opportuno consultare uno psicologo dell’età evolutiva.

Immagini:
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Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

2 Comments on "Sessualità infantile: come aiutare i bambini?"

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  1. Sonia scrive:

    Anche io ho un bimbo di 7 anni e mi ha confessato che con un suo amichetto si osservano e toccano i genitali molto spesso anche a scuola, ho cercato di fargli capire che sono cose da non fare in pubblico ma lui mi dice che non sa se ci riesce a non farlo. che faccio? Che gli rispondo? E all’altra mamma lo dico?

  2. mariantonia scrive:

    cari amici sono una mamma di un bimbo di 7 anni e una di 5 mesi.
    e aimè sto attraversando un periodo non facile, il motivo? lo spiccato senso di apprendimento e pratica di mio figlio con la sessualità. già da piccolo ha dimostrato di essere interessato
    all’ argomento ma lasciavamo stare enfatizzando quegli atteggiamenti a dire molto affettuosi. Ora ho scoperto che tra amichetti giocano toccandosi i genitali. Lui all’inizio ha negato ma poi piano piano sono riuscita a farglielo dire e fargli capire ke questo non è un gioco. Lo so è normale ma vorrei capire se è giusto parlarne con le altre mamme oppure no. ho paura che i bambini si possano impaurire e non parlarne più o meglio scatenare qualcosa più grande da loro. grazie

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