Da 23 novembre 2009

Speciale: Celiachia, sintomi, diagnosi, consigli per affrontarla

celiachia: i disturbi

Che cos’è la celiachia? Quali sono i sintomi più frequenti? Una volta accertata la disgnosi, come dobbiamo comportarci? Come chiedere i prodotti in farmacia? Sono tante le domande intorno a questa intolleranza, che, al pari di moltissime altre problematiche alimentari, sta crescendo a dismisura e coinvolge sempre più persone.

Innanzitutto, sgombriamo il campo da un equivoco molto freuqente: la celiachia non è una malattia! Ci tiene a sottolinearlo Raffaella Oppimitti, che ha scritto per noi lo Speciale Celiachia.

Raffaella è autrice di un libro dal titolo Sono celiaco, non malato! Si tratta di una guida amica per adulti e bambini intolleranti al glutinePer leggere la Recensione del libro, visitate la sezione Recensioni di Filastrocche.it.

Celiachia: quali sono i sintomi?

Il tuo bimbo ha il pancino gonfio e presenta evacuazioni irregolari? Si lamenta per coliche addominali o ha frequenti episodi di diarrea o vomito? Ha scarso o eccessivo appetito? Presenta in generale difficoltà nella crescita o trovi che sia più capriccioso del solito? Hai pensato che potrebbe essere celiachia?

Questi risultano essere infatti i più tipici disturbi che si manifestano in un bambino, ma l’ampia variabilità e intensità dei sintomi e il fatto che questi possano comunque comparire in differenti età della vità, dallo svezzamento all’adolescenza, dall’età adulta alla terza età, rendono difficile le diagnosi, tanto che si parla di iceberg celiaco per indicare che i celiaci diagnosticati (in Italia oggi circa 85.000, dati Associazione Italiana Celiachia) sono la sola parte emersa, molto piccola in confronto a quella sommersa davvero pià ampia (si stima che in Italia i celiaci potrebbero essere addirittura 400.000, dati Associazione Italiana Celiachia).

Rimane comunque indubbio che negli ultimi anni le diagnosi di celiachia siano in forte aumento, tanto che il Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità afferma che la celiachia è oggi la più frequente intolleranza alimentare presente a livello mondiale.

Celiachia: che cos’è?

Ma cerchiamo di capire bene cos’è: la celiachia si può definire come un’intolleranza alimentare che si manifesta in individui geneticamente predisposti, (avete letto bene, la genetica conta!) caratterizzata da un’ipersensibilità permanente al glutine, una proteina presente in alcuni cereali quali grano tenero, grano duro, segale, orzo, farro (tipo di frumento coltivato nell’antica Roma, attualmente diffuso sotto forma sia di grani sia di farina), kamut (varietà di frumento contenente un’alta percentuale di glutine che viene commercializzato con il nome usato nell’antico Egitto per indicare il grano), spelta (varietà di farro), triticale (un ibrido tra frumento e avena) e i meno noti bulgur (grano cotto in acqua, fatto essiccare e spezzettato, base della cucina turca e mediorientale), frik (grano verde spezzettato, tipico della cucina algerina) e greunkern (noto come grano verde greco, è un tipo di spelta).

Questa intolleranza colpisce l’intestino causando l’infiammazione cronica della sua mucosa e generando un appiattimento dei villi intestinali: ecco quindi che il completo assorbimento delle sostanze nutritive viene per questo compromesso e il bimbo rischia di avere dei deficit, per esempio di vitamine, a causa di questo parziale assorbimento.

Celiachia: quali alimenti eliminare dalla dieta?

L’unica cosa da fare, una volta diagnosticata la celiachia, è eliminare dall’alimentazione del vostro piccolo tutti gli alimenti contenenti glutine quindi innanzitutto quelli composti dai cereali che abbiamo visto prima (i comunissimi pane, pasta, biscotti, merendine…) ma bisogna prestare attenzione anche tutta un’altra serie di alimenti in cui il glutine è presente perché per esempio è usata farina come addensante o può essere presente per contaminazione (basta per esempio che una sostanza permessa ai celiaci entri in contatto con qualcosa di vietato che anche questa diventi a sua volta dannosa per il celiaco, si pensi per esempio alle complesse industrie di lavorazione dove può essere facile che differenti sostanze entrino in contatto). Attenzione quindi per esempio a yogurt con la frutta, succhi di frutta, salse, formaggi da spalmare, carne precotta, gelati e cioccolato dove il glutine può essere presente perché utilizzato come addensante.

Celiachia: come affrontarla?

Quello che mi piacerebbe sottolineare, il messaggio che vorrei dare, è che la celiachia deve essere vissuta, soprattutto da voi mamme, nel modo più sereno possibile, senza considerarla una malattia perché malgrado il Ministero della Salute classifichi la “sprue celiaca” in malattia rara (sono in atto cambiamenti per portarla da rara a cronica) non richiede assunzioni di farmaci, spesso causa di pesanti effetti collaterali, né comporta la dolorosa necessità di convivere con l’idea di una degenerazione progressiva. Leggete l’elenco delle malattie rare, capirete ciò che sto dicendo e vi convincerete voi stessi che in fondo la celiachia è la miglior cosa che poteva capitare a vostro figlio!

Fondamentale è quindi trovare la forza per affrontare questa novità senza ansie e paure: sebbene i genitori di un bambino celiaco tendono ad allarmarsi per le possibili ripercussioni psicologiche che la celiachia potrà avere sul bambino, non c’è motivo di preoccuparsi troppo. Un cambiamento di regime alimentare entro i sei anni circa, sembra infatti essere molto meno traumatico rispetto a quando si verifica in età successive, nell’adolescente o anche nell’adulto: fino ai tre anni circa il bambino non ha ancora consolidato delle vere e proprie abitudini alimentari a cui dover rinunciare, che invece nasceranno più avanti, derivate da esperienze, adattamenti e reazioni emotive di vario tipo.

La fatica più grande, subito dopo la diagnosi, riguarda la famiglia, in particolar modo la mamma: può essere un dolore per esempio scoprire che il passaggio dall’allattamento all’alimentazione libera, che dovrebbe essere un’evoluzione facile e naturale, si traduce in un’inaspettata fonte di problemi, ma non dovete assolutamente sentirvi in colpa né reagire in modo sbagliato, neppure con voi stesse: affrontare i cambiamenti con serenità e comprensione aiuterà sicuramente voi e vostro figlio a sentirvi meglio.

Cercate di fare in modo che quello che è “diverso” diventi “speciale”, e che il bambino non avverta diversità di trattamento, soprattutto a tavola, dove, per esempio, si può cercare di fare in modo che ognuno abbia davanti la sua porzione di pane ed evitare i cestini da cui tutti attingono: mettendo davanti a ogni piatto la porzione per ciascuno, il bambino si sentirà grande avendo lo stesso trattamento riservato a tutti i commensali e per voi sarà un buon sistema per tenere sotto controllo la quantità di pane che si mangia!

Essere celiaci è uno stile di vita da imparare, con cui convivere tutti i giorni e che voi mamme potrete insegnare a vostro figlio giorno dopo giorno, con pazienza e devozione senza dimenticare che quelli che possono sembrare punti deboli possono diventare punti di forza: io, per esempio, grazie alla celiachia ho avuto la possibilità di scrivere un libro, perché non augurarselo anche per vostro figlio?

3 Comments on "Speciale: Celiachia, sintomi, diagnosi, consigli per affrontarla"

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  1. Livia scrive:

    Grazie!
    Per quanto riguarda le problematiche di figli non più adolescenti, ne parleremo non appena avremo qualche spunto. In effetti è facile pensare che le problematiche di un figlio adulto investano la famiglia di origine in minor misura, ma non è affatto così, tanto più se si tratta di un figlio che vive ancora in casa. Solo che noi abbiamo tutte figli piccoli, quindi la questione ci sembra per ora ancora molto, molto lontana…

  2. Margherita scrive:

    complimenti vivissimi. Se posso dare un suggerimento, potreste trattare anche le problematiche genitori e figli non più+ adolescenti, ma ancora in famiglia? grazie

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