Da 29 ottobre 2014

Tonsille e adenoidi: cosa fare quando si infiammano

adenoidi e tonsille cosa fare

Che cosa sono le adenoidi e le tonsille?

Le tonsille e le adenoidi sono piccole masserelle di tessuto linfatico poste rispettivamente le prime ai lati della gola,  le seconde in una strettoia tra naso e gola. Il tessuto linfatico, ricco di linfociti, ha il compito di produrre anticorpi contro virus, batteri e qualsiasi molecola “estranea” al nostro corpo e di bloccarne la diffusione. Quindi questi piccoli organi svolgono l’importante funzione di barriera sia meccanica  sia biologica cercando di neutralizzare i germi. La natura è stata provvida a mettere alle “porte d’ingresso” (bocca e naso) del nostro corpo delle vere e proprie “guardie armate”.

Perché adenoidi e tonsille ingrossano?

Tutti i bambini che frequentano i nidi o le scuole materne, incontrano nei primi anni dell’infanzia e della vita sociale per la prima volta vari germi (virus e batteri) . Il contagio avviene  principalmente con la trasmissione attraverso quella specie di areosol di goccioline microscopiche sospese nell’aria (goccioline di Flugge) che emettiamo quando parliamo o attraverso il contatto con mani contaminate da  germi provenienti sia dalle goccioline (mani usate per parare starnuto o colpo di tosse) o dalla polvere di ambiente dove alcuni germi possono resistere per un po’ di tempo. I germi, venuti a contatto con il tessuto linfatico,  lo “mettono al lavoro” stimolando la produzione di anticorpi: le tonsille e le adenoidi si infiammano e si ingrossano; questo può durare il tempo dell’infezione, ma se  questi episodi  si succedono con  frequenza,  un certo ingrossamento può persistere.

Quali malattie interessano le tonsille?

I germi (virus o batteri) che i bambini più frequentemente incontrano hanno come passaggio obbligato il tessuto tonsillare che appunto si gonfia e si infiamma. Talvolta il tessuto tonsillare si ricopre di puntini bianco-grigi. In questo caso si parla di tonsillite.

Come intervenire in caso di tonsillite?

Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni virali che quindi non necessitano di terapia antibiotica, ma solo dell’uso dell’antipiretico se vi è febbre e del tempo di qualche giorno (da 2 a 6) perché gli anticorpi neutralizzino i virus. Altre volte si tratta invece di infezioni batteriche sostenute dallo streptococco beta emolitico di gruppo A;  la diagnosi può essere clinica, ovvero alla visita pediatrica il quadro risulta chiaro o, nei casi dubbi, il tampone faringeo o il test rapido per l’identificazione del germe chiariscono la causa. L’esclusione o la identificazione di questo germe è assai importante, prima di tutto per non fare inutili terapie antibiotiche (i virus non rispondono agli antibiotici!), poi perché questo germe in casi  1/1000 non trattati può far sorgere a distanza di tempo malattie molto serie come la glomerulonefrite ( infezione renale), la cardite (infezione del tessuto del cuore), la malattia reumatica (articolazioni). Nel caso in cui le tonsilliti siano ricorrenti con frequenza elevata (ogni 15-30 giorni, ogni 2 mesi ) è necessario prendere in considerazione da parte del pediatra la diagnosi di PFAPA (febbre periodica con faringite, afte e linfonodi ingrossati) o effettuare una visita otorinolaringoiatrica per valutare la soluzione chirurgica.

Quali disturbi interessano le adenoidi?

Nello svolgere il loro lavoro di difesa, le adenoidi ingrossano e possono ostruire le cavità nasali. Il fenomeno può essere temporaneo e durare il tempo di un raffreddore o, in casi individuali (dipende dalla  conformazione del viso e dal numero e dalla frequenza delle infezioni), persistente. Questo provoca alcuni disturbi ovviamente più o meno rilevanti in relazione all’entità dell’ingrossamento:

  • respirazione a bocca aperta, russamento notturno (cattiva qualità del sonno, sonnolenza diurna, difficoltà  di concentrazione a scuola, inappetenza)
  • mala-occlusione dentaria (masticazione scorretta per alterazione dei movimenti di deglutizione nella respirazione a bocca aperta)
  • possibili otiti
  • apnee notturne (il respiro si ferma  quando l’ostruzione è notevole e si associa anche alle tonsille ingrossate che nella posizione sdraiata “cadono” all’indietro).

Come intervenire in caso di adenoidi?

Se sono presenti in forma importante i disturbi sopra elencati tanto da rendere scadente la qualità del sonno e della vita del bambino, è necessaria la visita otorinolaringoiatrica per la valutazione chirurgica.

5 Regole per prevenire infiammazioni alle tonsille e alle adenoidi

I comportamenti preventivi che possono aiutare sono quelli validi in generale per le infezioni. Semplici accorgimenti, ma assai utili, considerati dall’OMS come la prima e più importante strategia difensiva  dalle infezioni tanto più in età pediatrica :

  • lavare spesso le mani

  • lavare le mani ogni volta che si rientra da un luogo pubblico

  • arieggiare frequentemente i locali (anche in inverno!)

  • starnutire e tossire nella piega del gomito non parandosi con la mano

  • lavare più volte al giorno le mucose nasali (lavaggi nasali con soluzione fisiologica)

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Callegari, Centro Medico Santagostino
Laureata in Medicina e Chirurgia presso Università statale di Milano, specializzata in Pediatria presso Clinica Universitaria De Marchi. Per 30 anni ha svolto attività di pediatra di libera scelta presso ASL di Varese. Oltre alle patologie di base, si è occupata di problematiche legate all’alimentazione (problemi nutrizionali, sovrappeso, obesità) educative e relazionali tra genitori e bambino. Dal 2012 svolge la suaa attività di pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dove conduce anche incontri mensili con i genitori su tematiche educative e sullo sviluppo psicologico del bambino.

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