Da 15 luglio 2014

Vermi intestinali: sintomi, terapia e prevenzione

vermi intestinali

Vermi intestinali: come avviene l’infestazione? Quali i sintomi più frequenti? Tutte le risposte ai dubbi su questo temuto e frequente disturbo con le regole per prevenire l’infestazione.

L’ossuriasi è un ‘infestazione intestinale dovuta a un piccolo verme (femmina circa 1 cm, maschio 3-4 mm) di colore bianco, molto mobile, il cui nome scientifico è Enterobius vermicularis o ossiuro.

E’ il parassita che nelle zone a clima temperato infesta con più frequenza l’intestino dei bambini con una incidenza intorno al 20 %, ma che può raggiungere percentuali molto più elevate nelle collettività.

Vermi intestinali: come avviene l’infestazione

  • Infestazione per via orale

L’infestazione avviene principalmente per via orale portando alla bocca mani sporche che sono state a contatto con oggetti contaminati (biancheria da letto, biancheria intima, biancheria da bagno, vestiario, giocattoli, utensili da cucina, cibo…). Questo avviene poiché il sintomo principale dell’ossiuriasi è il prurito anale: il bambino che ha l’infestazione si gratta, entra in contatto con le uova che sono state deposte in zona anale dalle femmine di ossiuro, tocca gli oggetti (dove, a temperatura ambiente, le uova possono sopravvivere fino a 3 settimane), da qui le uova passano alle mani di un nuovo bambino che, mettendosele in bocca, le ingoia. Le uova, raggiunto il tubo intestinale, maturano in 2-6 settimane producendo nuovi ossiuri.

  • Infestazione da inalazione nasale

L’infestazione può avvenire anche per inalazione nasale (sventolamento di biancheria contaminata) o per introduzione di dita nel naso dopo contaminazione da oggetti.

E’ frequente anche la re-infestazione nello stesso soggetto dato il ciclo sopra descritto.

Vermi intestinali: i sintomi più frequenti

  • Prurito anale

Il sintomo più frequente è il prurito anale, spesso notturno, dovuto al movimento in zona perianale delle ossiuro femmine che tra le pieghe cutanee depongono le uova; talvolta sono presenti lesioni da grattamento con possibilità di infezione locale. Il prurito, che è il sintomo più frequente, può causare disturbi del sonno (insonnia, frequenti risvegli).

  • Vulvite e vaginite

Nelle femmine per contaminazione da prossimità alla zona anale vi può essere vulvite e vaginite.

  • Orticaria

Non è rara la comparsa di orticaria o eritemi della pelle

  • Dolori addominali

Più raramente invece l’ossiuriasi si manifesta con dolori addominali, alterazione delle funzioni intestinali, cistite.

Vermi intestinali: come si effettua la diagnosi

Occasionalmente, si possono vedere gli ossiuri nelle feci (fare evacuare nel vasino se il bambino si lamenta di prurito anale) o in zona anale in un momento in cui il bambino segnala forte prurito.
Più frequentemente la diagnosi si basa su due esami di laboratorio: ricerca dei parassiti nelle feci e, molto più sensibile, lo scotch test.

  • Ricerca di parassiti nelle feci

Il primo esame consiste nel raccogliere in un barattolino un campione di feci in cui sarà ricercato il parassita .

  • Scotch test

Lo scotch test ricerca invece la presenza di uova in zona perianale e si esegue così :
– al mattino, bambino appena sveglio prima dell’utilizzo della toilette, si applica una striscia di nastro adesivo trasparente sulle pieghe anali facendo ben aderire
– si stacca il nastro adesivo e lo si incolla su un vetrino da laboratorio

Sia il campione di feci (se sono della sera conservare al freddo) che il vetrino vanno portati al laboratorio. Tale procedura va ripetuta almeno 3 volte anche in giorni non consecutivi .

Terapia e farmaci consigliati

Il farmaco di prima scelta è Mebendazolo (consultate il pediatra per il dosaggio). Data l’alta probabilità di infestazione tra soggetti conviventi, la terapia va eseguita da tutti i componenti della famiglia.

La medicina si prende in dose unica da ripetere a distanza di due settimane .

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5 regole per prevenire l’ossuriasi

Sono importanti i comportamenti di igiene personale che sono anche di prevenzione sia per una prima infestazione o per le re-infestazioni:

  • lavarsi frequentemente le mani, sempre prima di toccare e mangiare il cibo
  • tenere le unghie corte ed usare lo spazzolino da unghie
  • lavarsi bene le mani dopo avere evacuato le feci
  • lavare sempre, quando possibile, la zona anale dopo avere evacuato
  • lavarsi ogni mattino la zona anale per eliminare eventuali uova

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Callegari.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso Università statale di Milano, specializzata in Pediatria presso Clinica Universitaria De Marchi. Per 30 anni ha svolto attività di pediatra di libera scelta presso ASL di Varese. Oltre alle patologie di base, si è occupata di problematiche legate all’alimentazione (problemi nutrizionali, sovrappeso, obesità) educative e relazionali tra genitori e bambino. Dal 2012 svolge la suaa attività di pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dove conduce anche incontri mensili con i genitori su tematiche educative e sullo sviluppo psicologico del bambino.

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