Da 1 aprile 2009

Speciale: fertilità e sterilità

Per varie ragioni sempre di più nella nostre società ci troviamo a parlare di fertilità e sterilità. A volte è la preoccupazione di un’amica che non riesce a restare incinta, altre volte sono le diatribe sulle leggi che dovrebbero aiutare le coppie a superare problemi clinici, altre ancora il timore che il nostro stile di vita (personale e mondiale) incida sulla nostra fertilità. Partiamo col chiarirci le idee:

Sterile o infertile?

Secondo l’OMS una coppia è definita sterile quando uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non renda possibile concepire un figlio; una coppia è definita infertile quando non è in grado di concepire dopo un anno di rapporti sessuali non protetti.
La differenza tra i due termini spesso viene elusa anche in ambito formale: autorità sanitarie, progetti ministeriali, personale medico, utilizzano come sinonimi due termini che tali non sono.

Il termine sterilità, infatti, sottende un concetto assoluto, ed esistono soltanto quattro condizioni nelle quali il concepimento non è possibile:

  • la totale assenza di spermatozoi (azoospermia) chiamata anche impotentia generandi (in latino “incapacità di generare”)
  • l’assenza dell’utero congenita (agenesia uterina) o chirurgica (isterectomia)
  • l’occlusione tubarica bilaterale
  • la menopausa precoce.

Per le coppie che presentano una condizione assoluta di sterilità (assenza totale di spermatozoi, assenza dell’utero, occlusione tubarica bilaterale) la riproduzione assistita può rappresentare l’unica possibilità di concepire.

Al contrario, il termine di apparente infertilità non sottende una condizione assoluta: il concepimento desiderato, ancorché non ancora realizzato, è tuttavia possibile, ma diventa sempre meno probabile col passare del tempo e con l’aumentare dell’età della donna. L’aggettivo “apparente” sta appunto ad indicare che non necessariamente in quella coppia sono presenti una o più cause d’infertilità; pertanto, il concepimento potrebbe essere possibile, benché non ancora realizzato.

La popolazione “apparentemente infertile”, identificata coi criteri esposti sopra, può essere così suddivisa: circa il 21% è realmente sterile; la maggior parte delle coppie infertili, circa 65% presenta in realtà una condizione di subfertilità, spesso legata all’associazione di fattori maschili e femminili di grado più o meno severo; nel 14% delle coppie infertili non è presente alcun fattore che ostacola il concepimento, si parla in quest’ultimo caso di infertilità da causa inspiegata.
Nelle coppie subfertili e nelle coppie con infertilità da causa inspiegata continua a persistere una fertilità residua, cioè la possibilità di concepire spontaneamente. La fertilità residua diminuisce gradualmente con l’aumentare degli anni d’infertilità e con l’aumentare dell’età della donna.

La donna infertile

La fertilità femminile è massima a 23 anni. Quindi decresce, anche se lentamente, fino a 30 anni, un po’ più rapidamente tra i 30 e i 35, poi rapidamente dopo i 35 anni, fino alla menopausa, il periodo in cui nella donna cessa l’ovulazione.
Il ciclo ovulatorio è suddiviso in varie fasi. Ogni fase riflette un cambiamento organico ed ormonale caratteristico facilmente definibile.

La fase follicolare
La fase ovulatoria
La fase luteale

Stimoli provenienti dall’ambiente esterno, come gli stimoli visivi ed olfattivi, lo stress e gli stimoli interni causano il rilascio di neurotrasmettitori dalle fibre nervose cerebrali, alterando la fertilità.

Le più importanti cause di infertilità femminile (escludendo malattie genetiche) derivano da

  • disfunzioni ormonali della follicologenesi (ossia la maturazione dei follicoli che contengono gli ovociti) e dell’ovulazione (insufficienza ovulatoria)
  • imperfezioni anatomico-funzionali che impediscono il trasporto attraverso le tube delle cellule sessuali e dell’embrione che da esse deriva
  • dall’incapacità dell’utero di accogliere il prodotto del concepimento in via di sviluppo.

Altri fattori sono l’endometriosi e le infezioni pelviche acute o croniche, spesso dovute a malattie sessualmente trasmesse o anche precedenti interventi chirurgici.

L’uomo infertile

L’infertilità maschile può avere origine da disfunzioni correlate alla produzione, emissione o funzionalità degli spermatozoi, le cellule sessuali maschili. Il processo di formazione dello spermatozoo, altrimenti detto spermatogenesi, avviene in particolari organi chiamati testicoli, detti anche gonadi maschili mentre lo sperma nel quale sono contenuti gli spermatozoi, è invece un liquido organico generalmente di colore bianco
Un uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma, e il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato, legato soprattutto allo stato di salute del soggetto, varia da 20 a 200 milioni per millilitro.
Lo sperma contiene una complessa gamma di costituenti organici ed inorganici e rappresenta per gli spermatozoi sia una protezione che un nutrimento, durante il loro viaggio attraverso il tratto riproduttivo femminile. L’ambiente vaginale è infatti ostile per le cellule dello sperma, poiché è un ambiente molto acido (per via della microflora ivi esistente che produce acido lattico), viscoso e ricco di cellule immunitarie.

Come per la donna anche nell’uomo importanti cause di infertilità (sempre escludendo malattie genetiche) vanno ricercate in

  • disfunzioni ormonali (come ipopituitarismo e ipogonadismo )
  • cause testicolari (come traumi o varicocele)
  • cause post-testicolari (come il trasporto degli spermatozoi dai testicoli all’esterno o la prostatite).

Senza dimenticare naturalmente che intossicazioni di sostanza chimiche (come alcool, droghe, farmaci) e malattie veneree incidono anche  sulla salute degli spermatozoi.

La coppia infertile

Può accadere che i partner siano indipendentemente fertili, ma la coppia non riesca a concepire insieme senza assistenza medica. Tra le cause vi sono una reazione immunologica agli spermatozoi e anomalie genetiche.

Molti studi confermano che gli anticorpi che si formano sulla superficie degli spermatozoi e nel muco cervicale femminile (o nel sangue in entrambi i sessi) possono interferire con la mobilità degli spermatozoi e con la loro interazione con gli ovociti. La ricerca medica ha dimostrato inoltre che entrambi i sessi possono produrre anticorpi che reagiscono con lo sperma umano.
L’infertilità immunologica di coppia può avere luogo anche quando il muco cervicale femminile si costituisce come un ambiente ostile allo sperma perché produce anticorpi diretti contro gli spermatozoi del partner.
Anche nell’uomo gli spermatozoi sono “estranei” all’organismo perché, diversamente da tutte le altre cellule, contengono solo la metà del corredo cromosomico (23 cromosomi contro i  46 del corredo cromosomico normale). Quando lo sperma entra in contatto con il sangue è perciò in grado di scatenare una reazione immunitaria che consiste nella produzione di anticorpi antisperma. Proprio per questa ragione la spermatogenesi ha luogo dietro la “barriera immunitaria” rappresentata dai testicoli. In condizioni normali i testicoli contengono una membrana basale, la barriera testicoli-sangue, che agendo come uno strato protettivo previene il contatto, all’interno del tratto riproduttivo maschile, tra le cellule immunitarie e spermatozoi. Questa barriera può rompersi a causa di eventi traumatici del tratto riproduttivo, cosicché le cellule immunitarie entrano in contatto con gli spermatozoi, attaccandoli e distruggendoli.

Le anomalie genetiche si suddividono in cromosomiche o geniche. Sarà in sede di consulenza genetiche con un genetista che si può riscontrare l’eventuale presenza di una di queste anomalie e stabilire quale tipo di indagine sia più opportuno fare.

Alcuni video

Libri consigliati

La dieta della fertilità” di Dobbyn Sarah Red edizioni
Problemi di fertilità. Metodi naturali per favorire la gravidanza” di Reid Julie ed. Il Punto d’Incontro
Concepimento e gravidanza dopo i 35 anni” di Goetzl Laura, Harford Regine ed. Fabbri
Quando i figli non arrivano. Manuale per la coppia infertile” di Chelo Elisabetta CIC edizioni Internazionali

Siti internet consigliati

www.fertilita.org
www.fertilitaonlus.org
www.medicinadicoppia.it
www.fertilita.tv

[immagini]
focus.it
psicologiafamiliare.it
inloughborough.com
gravidanzaonline.it

2 Comments on "Speciale: fertilità e sterilità"

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  1. julissa scrive:

    Oh 40 anni i o un bambino di 8 annivorrei avere un altro bambino pero no rimango encinta non o mai usato dei mettodi anticoncettivi vorrei una dieta di alimenti che si toveno in italia per concevire grazie

  2. Monique le Maire scrive:

    Durante il periodo non fertile, dopo un rapporto sessuale, gli spermatozooi muoiono entro 30 minute perchè il ph della vagina è acido, è vero. Ma, ma, ascoltate brave gente, durante il periodo fertile riconoscibile con la presenza del sintomo del muco cervicale, dopo un rapporto sessuale, gli spermatozooi possono vivere da 3 a 5 giorni nel corpo della donna.
    “L’ambiente vaginale è infatti ostile per le cellule dello spermo” si, ma non sempre, anzi il muco cervicale scendendo lungo le pareti della vagine cambia il Ph, ora favorevole alla sopravivenza degli spermatozooi: dunque il muco cervicale è un fattore di fertilità. Niente muco, niente figli.

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