Sport per i figli: questione di Educazione

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Eccoci all’estate, stagione di riposo ma anche di pianificazione delle attività famigliari per la prossima stagione.

La scelta delle sport per i figli sarà uno dei tormentoni.

Vediamo gli step che probabilmente dovremo affrontare per non sbagliare questa scelta, solo apparentemente semplice.

Gusti-passioni-predisposizioni del figlio

Il primo step decisionale generalmente tiene conto, o almeno dovrebbe, dei gusti o delle inclinazioni naturali del figlio. A volte, se la scelta avviene in tenerissima età, 5 o 6 anni, le richieste dei bimbi possono essere dettate da motivazioni passeggere come il desiderio di frequentare un determinato amichetto oppure di emulare un qualche personaggio di qualche cartone visto in tv. In altri casi invece si possono riscontrare vere passioni fulminanti già eclatanti nei primi anni di vita. (il calcio in questo caso pare sia uno dei virus più diffusi). Insomma,  si può quindi incappare in veri appassionati affetti da passioni incontenibili o in sportivi distratti che accetterebbero qualsiasi cosa gli venisse proposta.

Necessità-possibilità famigliari

Secondo step obbligatorio è quello della valutazione delle necessità familiari. Economiche, ma soprattutto di tempo. Chi porterà il piccolo all’allenamento? Chi lo riprende? E le gare la domenica? E come armonizzare il tutto con l’attività del fratello grande?

Su questo step si infrangono già i primi sogni. Perché se la piccola ha la passione per la Danza e il grande fa già Nuoto e le due cose sono in contemporanea in due parti della città lontane fra loro, o ci vuole un nonno in più, o una mamma sdoppiata, o un papà che fa i salti mortali. Oppure la piccola danzatrice affogherà i suoi sogni in una corsia di nuoto (magari cominciando a pensare al nuoto sincronizzato). Pensare il contrario (e cioè un piccolo costretto a fare Danza Classica) mi fa orrore ma mi rendo conto di essere di parte …

Cultura sportiva  

Una volta messo a fuoco – per esclusione – il piccolo elenco di sport “possibili”, ecco che arrivano le scelte pesanti.

Lo sport che mio figlio vuole fare, che tipo di sport è? E’ uno sport che gode di un ambiente ed una cultura sana oppure no? Per esempio i Campioni di questo sport  sono e saranno dei buoni esempi per mio figlio? Ed il movimento interno di questo sport, cioè il modo di essere che insegna ai propri atleti, gli farà assorbire comportamenti, regole, atteggiamenti che sono coerenti con l’idea di uomo o donna che ci siamo prefigurati per i nostri figli oppure no? Facendo questo sport mio figlio, oltre a diventare un ragazzo\a con un fisico migliore diventerà un uomo\donna migliore?

Sugli spalti dove si fa il tifo per questo sport, succedono cose edificanti o scene avvilenti. C’è volgarità? Aggressività? Violenza? Degrado morale?

Su questo argomento ho l’impressione che si sgretolino i sogni di pochissimi giovani atleti. Infatti ci sono sport che – per l’immagine diseducativa che hanno – meriterebbero l’esodo in massa di tutti i bambini dalle loro Scuole ma siccome accade che le Scuole di questi sport sono sovraffollate, sono portato a credere che le motivazioni da me esposte siano considerate di poco conto dalla maggior parte dei genitori o siano comunque considerate secondarie rispetto al sogno di vedere un giorno il proprio figlio diventare un idolo delle folle, magari con tutte le braccia tatuate gettate attorno al collo di una velina attirata da un conto in banca immoralmente gonfio.  

Società sportiva  

Identificato quindi lo sport che è stato scelto per il figlio, ecco che scatta la problematica scelta della Società presso la quale iscriverlo.

Eh si, perché alla fine la famiglia si rende conto che le persone che entreranno nella vita dei loro figli sono importantissime come sono importantissime le regole alle quali si attengono mentre insegnano. Qui gli interrogativi

Gli allenatori, quanto faranno attenzione ad educare il figlio e quanto invece si interesseranno a lui soltanto come possibile atleta da risultati? Gli insegneranno uno sport, che è poco più di un gioco, o instaureranno un clima di agonismo sfrenato e di regole ferree tutte incentrate ad ottenere il massimo dai ragazzi per poi tenere quelli che resistono e scartare quelli che non si adeguano?

Hanno la formazione per fare quello che fanno o sono degli improvvisatori?

Quali regole fanno rispettare ai ragazzi? Quali regole fanno rispettare ai genitori?

Che tipo di valutazione daranno dei nostri figli alla fine del percorso formativo? Daranno solo valutazioni tecniche oppure valorizzeranno anche i risultati di crescita personale?

Beh, cari papà e care mamme, sse i pensieri per scegliere lo sport dei nostri figli sono davvero tutti questi, credo che sarà una lunga estate…

Buon lavoro a tutti.

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Federico Ghiglione 

Associazione Professione Papà

www.professionepapa.it

 

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