Stanchezza di primavera: rimedi naturali ginkgo biloba

ADV

La Primavera si lascia alle spalle eccessi e vizi che il lungo inverno ci ha concesso la tavola di natale, i ricchi cenoni ..e ancora pasqua . La rinata stagione spesso non porta al nostro fisico vitalità ed euforia, ci sentiamo invece, con l’arrivo delle prime tiepide giornate, spesso intorpidite e stanche con vuoti di memoria, giramenti di testa, difficoltà ad addormentarsi la sera e a svegliarsi al mattino. La saggezza popolare parla di malanni del cambio di stagione.

La prima regola è tornare a un regime di alimentazione corretto ed equilibrato e disintossicare il fisico. Per disintossicarci, il che vuol dire migliorare le funzioni di intestino, reni e digestione, si può seguire una dieta che non ecceda nell’apporto di grassi e di proteine di origine animale e prediliga il consumo di cereali integrali, legumi, verdura e frutta.

Un valido aiuto alla stanchezza stagionale arriva dalla saggezza orientale: ginkgo biloba.
L’estratto di foglie di questa antichissima pianta cinese purifica il sangue dalle scorie, lo fluidifica e migliorando l’ossigenazione. Rivitalizzando il tessuto muscolare e nervoso, ci regala nuova vitalità.

 La stanchezza cronica è uno dei primi sintomi di scarsa o cattiva ossigenazione sanguigna spesso accompagnata da dolori muscolari, scarsa capacità di concentrazione e perdita della memoria. Per questi problemi il rimedio giusto, che dà una mano contemporaneamente a sangue e cervello, è il ginkgo biloba, una pianta d’origine cinese, da secoli utilizzata in medicina orientale per prevenire l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale.

La biochimica moderna, conferma ciò che la saggezza orientale sa da millenni. L’estratto delle foglie di questo albero è ricco di potenti sostanze antiossidanti, come flavonoidi, terpeni, vitamina C e carotenoidi, che liberano i tessuti (anche quelli sanguigni) dalle tossine e ne migliorano l’ossigenazione.

Gli antiossidanti contenuti nel ginkgo biloba ripuliscono il sangue dai radicali liberi e proteggono le pareti dei vasi (soprattutto le piccole arterie) rendendoli più capaci di adattarsi e di riparare i danni dovuti all’invecchiamento. I terpeni di cui è ricco, inoltre, inibiscono l’aggregazione delle piastrine nel sangue, favorendo il flusso sanguigno ed evitando la formazione di pericolosi trombi.

La dose di ginkgo biloba consigliata è 100-200 mg al giorno di estratto secco di foglie per cicli di 1-2 mesi interrotti da 20 giorni di pausa. L’estratto di ginkgo è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento, nell’emofilia e in chi già assume farmaci anticoagulanti o altri farmaci che inibiscono l’aggregazione delle piastrine (antinfiammatori) e anche in chi assume antiepilettici.

Scrivi un commento