Supereroi: perché i bambini li amano tanto?

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superheroes on a skyscraper roof

I bambini amano i supereroi.
A volte l’ammirazione nei loro confronti può sembrare ossessiva: i bambini vogliono essere come loro.

Negli ultimi anni, ho scoperto un grande interesse per la cinematografia sui supereroi. Nella mia adolescenza ero accanita divoratrice di libri fantasy, che a mio parere hanno molto in comune col mondo dei supereroi, per questo non mi sorprende il mio interesse per questo tema.

Oggi, per lavoro, mi capita di parlare con tante mamme, e il tema dei supereroi viene affrontato spesso, se non altro per il fatto che quando un bimbo si innamora di un personaggio desidera avere tutto ciò che lo riguarda per poter giocare ad essere come lui.

Un bimbo appassionato di un personaggio può sembrare un po’ folle: se non altro perché “l’innamoramento” è un po’ folle! Ma ha delle motivazioni profonde.

Perché i bambini amano tanto i supereroi?

Nella prima infanzia (e per un periodo del tutto soggettivo) i bambini cominciano a costruire la loro personalità, e si identificano con alcuni tratti che ritengono belli e desiderabili.

I bambini collegano i loro personaggi preferiti a una vibrazione profonda, un’ammirazione che riguarda delle qualità che per loro sono del tutto realistiche.

Crescendo incontrano e si scontrano con il duro dato di realtà che fa loro comprendere come nel mondo molte cose riguardano la delusione, la difficoltà, il giudizio degli altri, il dubbio. Queste cose non sfiorano nemmeno un supereroe!

A volte le mamme si preoccupano eccessivamente dei personaggi preferiti dai loro figli, a mio parere perché non si sono fermate a chiedere cosa i bambini ammirano davvero (possono essere molto sorprendenti quando ci fermiamo a chiacchierare con loro!), cercando al contrario di “pilotare” desideri e rappresentazioni in base a proiezioni che appartengono a loro genitori (un esempio? Le mamme preoccupate delle principesse che incarnano valori femminili di altri tempi).

Lavorando sui temi dell’infanzia resto sempre molto colpita dalle passioni dei bambini. Ecco come “agganciare” una conversazione con loro su questo argomento e “sfruttare” la passione che il bambino ha per il supereroe per intraprendere un dialogo:

  • Ascoltare con mente aperta (il personaggio descrive un desiderio del bambino)

Anche se non abbiamo alcun interesse per questi personaggi, è importante ascoltare con una mente aperta.
Il personaggio descrive un desiderio del bambino.
I desideri non hanno regole: alcuni bambini possono amare una sola caratteristica di quell’eroe e disinteressarsi completamente alle altre, o appassionarsi in tutto e per tutto. Alcune buone domande sono:

Chi è il personaggio?
Perché ti piace?
Cosa ti piacerebbe avere di lui?

  • Insegnare ai bambini a credere nei propri sogni (incoraggiare il desiderio, anche se sembra impossibile da realizzare)

Non ci sono limiti alla fantasia e all’immaginazione (e io credo che anche gli adulti potrebbero non porsi questi limiti). La sfida più difficile per un adulto è incoraggiare quello che sembra impossibile, ovvero il desiderio. Molte cose sono state create nonostante la sfiducia verso la novità, e davanti a molti scettici che ritenevano che realizzarle fosse impossibile (il telefono, l’energia elettrica, il computer, i telefoni cellulari…). Trovo che nell’era della sfiducia e del pessimismo insegnare ai bambini a credere nei loro sogni sia un dono importante per il nostro futuro.

  • Lavorare su rappresentazioni positive

I casi in cui l’imitazione di un personaggio ha effetti negativi su un bambino sono davvero rari, e sono da individuare in un processo in cui qualcosa non ha funzionato “prima”, e il comportamento negativo è solo la punta dell’iceberg.

I più piccoli hanno bisogno di imitare, e solo dopo i 5-6 anni cominciano a estrapolare caratteristiche astratte che cercano di impersonare. E’ un processo affascinante che segna una crescita nella mente dei nostri bambini.

Abbiamo mai riflettuto su quanto fosse importante un personaggio per noi nella nostra infanzia? Ci chiediamo mai quanto è importante anche in età adulta avere un modello di riferimento a cui rifarsi per obiettivi e valori che ci ispira?

I bambini hanno bisogno di una voce interiore che dice “io posso/ io non posso”. Lavorare sulla loro consapevolezza incoraggiando gli aspetti positivi significa aumentare l’autostima e insegnare loro ad avere dei valori.

E non vi nascondo che il lavoro sui supereroi, in qualche caso, può rivelare ciò che è difficile da dire o comprendere, ed è davvero interessante anche con gli adulti!

4 Comments on "Supereroi: perché i bambini li amano tanto?"

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  1. lucia scrive:

    sono un insegante di scuola dell’infanzia ho letto con interesse il suo articolo “supereroi. perchè i bambini li amano tanti?”. cortesemente potrebbe consigliarmi una bibliografia sul tema dai lei trattato in questo articolo.
    vorrei affrontare il tema dei supereroi nella programmazione di quest’anno ma faccio fatica a trovare riferimenti teorici al riguardo
    Grazie

    • Carissima Lucia, può trovare riferimento a questi temi cercando in relazione allo sviluppo della personalità e ai modelli di riferimento. È implicato anche lo sviluppo dei valori e l’apprendimento per imitazione… Insomma, è un tema ampio da affrontare, proverei a rivolgermi ad un professionista del settore.
      Spero di esserle stata utile.

  2. Fefa scrive:

    Sono disperata!!! Mio nipote di 3 anni adora batman e adesso si è messo in testa di poter volare. Spesso lo sento dire “metto il mantello e vado giù dal balcone così vedi come volo!” Come faccio a fargli capire che NON PUÒ VOLARE???

    • Marcella Agnone scrive:

      Cara Fefa, la risposta alle tue domande la trovi nel contenuto dell’articolo.
      Per ricordarlo, ciò avviene perché i bambini si identificano con un aspetto del personaggio, e il metodo per indagare cosa i bambini pensano o provano a riguardo è suggerito nell’articolo. Occorre la disponibilità a voler guardare il mondo con gli occhi di un bambino perché il tempo speso nel tentativo di comprendere sia empatico (creeremo contatto) e non inquisitorio (non otterremo nulla).
      Un caro saluto.

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