Da 16 luglio 2009 0 commenti Leggi tutto →

Svezzamento: la carne nell’alimentazione del bambino

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La carne ha il prezioso compito di arricchire la dieta del bambino in quanto contiene tante sostanze nutritive importanti per il suo sviluppo. Infatti è un ottima fonte di proteine nobili, ferro, vitamine e sali minerali e l’importanza dei suoi nutrienti fa della carne un alimento prezioso.

La carne si suddivide in rossa e bianca. Sono considerate rosse quelle bovine, equine e ovine di animali adulti, mentre sono bianche le carni di pollame, coniglio, capretto, agnello, vitello e maiale. La differenza tra i due tipi sta nel contenuto di mioglobina, una proteina simile all’emoglobina (una sostanza che conferisce colore), che porta ossigeno ai muscoli. Inoltre, le carni si differenziano in rosse e bianche a seconda della quantità e della qualità di grassi in esse contenuti. Se si elimina la pelle, le carni bianche, come il pollo, contengono molti meno grassi rispetto a quelle rosse e quindi sono più indicate per il bambino (tranne quella del maiale, più grassa e difficile da digerire) anche perché sono più digeribili e masticabili e quindi più adatte all’inizio dello svezzamento, quando l’apparato digerente del piccolo è ancora in via di sviluppo.

E’ possibile offrire la carne al piccolo già dal sesto mese di vita, sempre secondo le indicazioni del pediatra. E’ bene cominciare con quella magra e bianca come tacchino, agnello, coniglio pollo e vitello, perché meno allergizzante e più facile da digerire. All’inizio è preferibile offrire la carne sottoforma di liofilizzato, più sicuro in quanto, essendo privo di acqua, impedisce la crescita batterica (all’inizio sciogliere nella pappa mezzo vasetto per poi passare a un vasetto intero) e perché non aumenta il volume del pasto.

Intorno al settimo mese si può offrire la carne sottoforma di omogeneizzato. Il vasetto va scaldato a bagnomaria e aggiunto alla pappa iniziando con un cucchiaino. E’ possibile alternare i liofilizzati o gli omogeneizzati da sciogliere nella pappa alla carne fresca, scelta con cura e priva di additivi e conservanti. E’ preferibile cuocerla al vapore, perché in questo modo mantiene inalterate le sue proprietà nutritive, e tritarla molto finemente, per renderla più facilmente digeribile. Può essere anche frullata ed in questo caso è meglio utilizzare l’apposito apparecchio per l’infanzia che non ingloba l’aria, che può provocare nel piccolo le coliche gassose (dolorosi mal di pancia).

Verso l’ottavo mese si possono introdurre le carni rosse, più saporite ma più facili da digerire, come quella di manzo e cavallo e il prosciutto cotto senza polifosfati, e dopo l’anno la carne fresca di maiale. E’ però sempre fondamentale valutare la presenza di reazioni avverse, in quanto potrebbe manifestarsi un’allergia a una proteina presente nella carne, la sieroalbumina. Sempre verso gli 8 mesi si può aumentare la dose di omogeneizzato, o di carne fresca.

Dopo l’anno di età si può invece cominciare a proporre la carne come secondo piatto abbinato alle verdure, prima omogeneizzata, frullata o tritata finemente e in seguito, quando il piccolo sarà in grado di masticare, anche tagliata a pezzettini. Vanno sempre evitate, invece, tutte le frattaglie come cuore, rognone e cervello.

Immagini:
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