Da 20 agosto 2010 1 commento Leggi tutto →

Sviluppo del bambino: dice sempre “no”!

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A partire dai 18-24 mesi anche i bambini più tranquilli e pacati tendono ad assumere nei confronti dei genitori un atteggiamento oppositivo che si esprime soprattutto attraverso il ricorso frequente alla parola “no”. Proprio per questo motivo tale fase viene comunemente definita dagli esperti di psicologia dell’età evolutiva “fase del no”. Una tappa obbligatoria dello sviluppo psicologico infantile che viene superata intorno ai 3-4 anni.

Attraverso la scoperta del “no” il bambino compie un passo fondamentale nel suo percorso verso la conquista di autonomia dalle figure genitoriali. Dicendo “no”, il piccolo ha anche modo di verificare quanto in là può spingersi nell’imporre la sua volontà su quella di mamma e papà e quali siano i limiti effettivi imposti a essa dai “grandi”.

Per questo, le reazioni dei genitori assumono un valore fondamentale nell’evoluzione di questa fase: da un lato gli atteggiamenti troppo rigidi tendono a esasperare l’atteggiamento oppositivo del bambino, o al contrario, reprimere questa naturale pulsione ostacolando la sua acquisizione di indipendenza, dall’altro un eccessivo permissivismo rischia di disorientare il piccolo impedendogli di costruirsi un orizzonte di regole ben definito entro cui potersi muovere con crescente sicurezza.

I tipici atteggiamenti della “fase del no” sono:

  • ogni richiesta avanzata dai “grandi” si scontra con il rifiuto netto del piccolo;
  • se gli viene negato qualcosa reagisce con rabbia e, a volte, con autentiche “crisi di collera” (cioè buttandosi a terra, urlando e scalpitando);
  • disubbidisce più spesso, evidenziando una volontà di sfida nei confronti delle regole imposte dagli adulti.

La consapevolezza, però, che si tratti di una fase transitoria dovrebbe aiutare i genitori ad affrontarla con maggiore serenità. Vediamo dunque come comportarsi:

  • mantenere un atteggiamento calmo e sereno dinnanzi ai frequenti scontri;
  • evitare le “sfide”, cercando di non assumere modi di fare troppo rigidi o imperativi, si rischia di scatenare l’atteggiamento di sfida del piccolo e la sua carica oppositiva;
  • concedere delle alternative per aggirare il “no” secco del bambino offrendogli una eventuale alternativa;
  • stabilire poche e chiare regole di cui esigere il rispetto invece di riempire la giornata del piccolo di continui divieti di cui diverrebbe difficile ottenere il rispetto soprattutto a quest’età. E’ più efficace definire un numero limitato di regole da seguire senza discussioni (quali per esempio, non alzarsi da tavola mentre si mangia, andare a nanna all’ora stabilita);
  • imparare ad affrontare le scenate non subendone il ricatto e quindi accettare i suoi “no” solo per evitarle, ma rimanere fermi nella propria decisione sforzandosi di mantenere la calma.

E i vostri piccoli hanno superato la “fase dei no”? Come l’avete affrontata?

Immagini:
paidagwgos.blogspot.com
the-parenting-magazine.com
angrychildren.com

1 Comment on "Sviluppo del bambino: dice sempre “no”!"

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  1. batticuore scrive:

    BELLO QUESTO,SPERO CHE MI AIUTI NEL EDUCARE I MIEI FIGLI,PERCHè SONO IN LOTTO CON MIO FIGLIO CHE HA TRE ANNI LUI DISUBBIDISCE SEMPRE NON FA MAI CIò CHE GLI CHIEDI DI FARE,E ANCHE AGGRSSIVO E TENDA A DIVENTARE MALEDUCATO,SPERIAMO CHE CON QUESTE AIUTI RIESCO A FARLI CAPIRE CHE NON CE SOLO IL NO E CHE SI DEVE UBBIDIRE,

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