#Tatapercaso supereroe o quasi

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Mother with toddler son in stroller

Era un giorno come tanti altri, niente lasciava presagire quello che sarebbe accaduto.
Come tutti i giorni, avevo fatto la doccetta a Marta, avevamo accompagnato Matilde all’asilo, fatto un giretto con tappa al parchetto sull’altalena, caffettino e tornate a casa per il riposino.

Tutto come al solito, secondo la nostra routine. La mamma di Marta mi aveva lasciato una bistecchina sottile.
L’ho tagliata a pezzettini. Marta mangiava come al solito, con appetito ed entusiasmo, ad un certo punto ha cominciato a tossire, gli occhi le lacrimavano, era diventata rossa: Marta stava soffocando.
Come giornalista avevo già seguito i corsi di manovra di disostruzione pediatrica organizzati dalla Cri e avevo intervistato i genitori di bambini morti per un pezzetto di salame o di wurstel sulla pizza.
Per questo, quando ho cominciato ad occuparmi di Marta, che allora aveva 7 mesi, una delle prime cose che ho fatto è stato farmi spiegare la manovra di Heimlich per lattanti da una collega di mia mamma, che fino a poco tempo fa lavorava in ospedale (santa donna!).
E a marzo ho seguito un corso con la Croce Rossa per la disostruzione delle vie aeree per lattanti e bambini.
Lo sapevate che non dovete cedere all’istinto e non ficcare dita in bocca né mettere il bambino a testa in giù?

Che lo sappiate o no non avete scuse. Andate a visionare i filmati su Youtube o contattate la Croce Rossa della vostra città per sapere quando sarà il prossimo corso. Una volta appresa la manovra cercate di insegnarla ad altre persone. Lo so che pensate che non succederà mai a voi, ma ogni anno una cinquantina di bambini muore soffocata da cibo e piccoli oggetti.

Marta stava soffocando. Dentro di me mi dicevo che non era possibile, non stava accadendo davvero, ma allo stesso tempo mi dicevo di restare calma e lucida.
Nel mio cervello si è azionato un videoproiettore e ho rivisto la manovra. Non ho perso tempo, ho preso Marta, l’ho appoggiata sulla mia gamba e messa in diagonale, con una mano le tenevo il collo dritto e con l’altra le davo dei colpi interscapolari verso l’esterno.

Non ho pensato più a nulla. Ho smesso quando ho sentito Marta piangere. Ho guardato verso il basso e sul pavimento c’erano due pezzetti di carne. Ho preso tra le braccia Marta e l’ho tranquillizzata.
Per tutta risposta lei ha indicato il seggiolone e ha ricominciato a mangiare come nulla fosse. Io era ancora sotto shock, con le gambe che mi facevano “giacomo-giacomo”.
Cavolo, ce l’avevo fatta, Marta era sana e salva. Ero un supereroe!

Per festeggiare la mia entrata a giusto titolo nel club dei supereroi e per avere ancora la mia unica cliente ho portato Marta a fare una passeggiata.
Ho sempre sognato di iscrivermi alla scuola civica di musica, ma ogni anno non trovavo mai posto. Così, quando siamo passate per caso davanti alla scuola ho pensato che meritavo un premio.
Il karma esiste: c’era posto sia per il corso di chitarra sia per quello di pianoforte.

Per pura formalità ho chiesto i prezzi: ora ero io ad aver bisogno della manovra di Heimlich.
La zelante segretaria continuava a parlare e mi ha pregato di attendere, in un nanosecondo ha composto il numero di un povero malcapitato ordinandogli di fare il bonifico perché aveva trovato una polla per far partire il corso.
Ero in trappola! Avrei dovuto rimetterci una rata di mutuo? Telepaticamente cercavo di comunicare con Marta, la pregavo di rendermi il favore e di fare come tutti gli altri bambini: piangere, fare i capricci, scappare verso la porta.
Macché. Così, ho preso il modulo di iscrizione, ho ringraziato la segretaria hitleriana e mi sono diretta con nonchalance verso l’uscita.

Stavamo scendendo i gradini quando la reincarnazione di Hitler ci è corsa dietro: “Ma non può mica andar via così! Mi deve riconsegnare il modulo compilato!”
Che fare? Le ho detto che lo compilavo fuori mentre davo la merenda alla bambina.
Appena si è girata ho inforcato il passeggino e io e Marta ce la siamo date a gambe levate, nascondendoci nella prima vietta. Che la zelante segretaria ci inseguisse?
L’abbiamo fatta franca.
Questo immagino che mi faccia perdere il titolo di supereroe… ma non quello di supertata!

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