Da 11 dicembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Test di gravidanza: così scopri se sei incinta

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Per accertarsi personalmente se si è incinta è possibile ricorrere a pratici test di gravidanza acquistabili in farmacia o nella grande distribuzione e utilizzabili a casa senza la necessità di alcun aiuto esterno o di un consulto medico. Si tratta di appositi dispositivi, costituiti in genere da una barretta di plastica munita di “finestrella di controllo” aperta su una striscia reattiva che, nel giro di pochi minuti, fornisce un risultato la cui sicurezza è molto vicina a quella garantita dagli esami effettuati in laboratorio.

Il meccanismo di funzionamento di questi test di gravidanza si basa sulla rilevazione nelle urine della donna di un ormone che  presente solo se è in corso una gravidanza, la Gonadotropina corionica umana o Hcg, la cui funzione è quella di assicurare il procedere della gestazione sospendendo il ciclo mestruale e creando le condizioni più favorevoli a ospitare e sviluppare l’embrione. Questa preziosa sostanza viene prodotta dal trofoblasto, lo stato di cellule che darà origine alla placenta, una volta avviato il processo di “annidamento” dell’ovulo fecondato nell’utero e quindi circa 7 giorni dopo il concepimento.

L’elevata affidabilità del test dipende molto dal suo corretto utilizzo, quindi le donne che ne fanno uso devono seguire in modo scrupoloso le istruzioni riportate sulla confezione. Occorre innanzitutto che:
– il test venga effettuato con la prima urina del mattino, in quanto in essa la concentrazione di Hcg, se presente, risulta più elevata e quindi più facilmente rilevabile;
– l’urina sia raccolta in un contenitore in cui lo stick va immerso per circa 20 secondi. In alternativa, è anche possibile ricorre al contagocce presente nella maggior parte delle confezioni con cui versare qualche goccia in corrispondenza della “finestra di controllo”, oppure fare scorre direttamente la pipì sul dispositivo durante la minzione;
– si facciano trascorrere dai 2 ai 10 minuti prima di verificare l’esito dell’esame in base alla comparsa di particolari segni o colorazioni (a seconda del modello utilizzato) nell’apposita finestra. La striscia reattiva, infatti, contiene anticorpi “monoclonali”, ovvero molecole in grado di riconoscere e reagire all’Hcg.

Ma quando farlo?

Trascorsa un’altra settimana rispetto all’avvio dell’annidamento dell’ovulo, e quindi circa 14 giorni dopo il concepimento, il livello di Hcg nel sangue è tale da poter essere rilevato nelle urine, tramite cui l’ormone viene eliminato. Nelle donne che hanno un ciclo regolare, quindi, il test di gravidanza può essere effettuato già da quella che avrebbe dovuto essere la data di inizio del ciclo mestruale.

Nelle donne con un ciclo irregolare, invece, è consigliabile far trascorrere almeno 4-5 giorni “di ritardo” per aumentare le probabilità che la Hcg sia prodotta in quantità rilevabili nel momento in cui si esegue il test di gravidanza. In ogni caso è sempre consigliabile ripetere il test a distanza di 2-4 giorni per confermare il risultato (per questo motivo le confezioni contengono in genere due stick).

Ma nonostante l’alta affidabilità, il test di gravidanza a volte non è attendibile in quanto è possibile che si verifichino “falsi negativi” (la donna è incinta ma il test risulta negativo) e “falsi positivi” (la donna non è incinta ma il test risulta positivo). Vediamo insieme i motivi per cui questo potrebbe accadere.

Falso negativo qualora:
– la concentrazione di Hcg nel momento in cui si effettua il test non sia ancora tale da poter essere rilevata, come nel caso in cui il ciclo della donna sia più lungo della norma;
– il contenitore dell’urina non sia perfettamente pulito ma contenga sostanze che possono alterare l’esito;
– la donna stia assumendo farmaci specifici contro l’infertilità o ad azione diuretica;
– si tratti di una gravidanza extrauterina.

Falso positivo quando:
la donna abbia subito di recente un aborto spontaneo, sia entrata in menopausa o stia seguendo una cura contro l’infertilità;
il test venga effettuato durante il puerperio;
– siano presenti alcuni disturbi dell’apparato riproduttivo (per esempio una ciste ovarica) che possono falsare il risultato.

Se il test risulta positivo, la donna deve fissare la visita ginecologica allo scopo di accertare l’avvenuto concepimento. Il ginecologo sottopone la futura mamma a una visita ostetrica ed, eventualmente, un esame del sangue (il test Beta-Hcg) per verificare il dosaggio di Hcg e definire, approssimativamente, l’epoca gestazionale sulla base del livello di concentrazione dell’ormone.

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