Da 4 luglio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Timidezza: cosa fare con bambini timidi

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Timidezza è un termine a cui diamo spesso una connotazione negativa: lo usiamo per indicare chi è chiuso, poco comunicativo, introverso e talora anche un po’ problematico. Ma siamo sicuri che si tratti di una mancanza di capacità relazionale? Di un qualcosa “in meno”? No, in molti casi essere timidi è il segnale di un atteggiamento più ampio, dalle valenze positive che può aiutare i bambini a sviluppare la loro vera personalità.

Perché la timidezza fa paura a molti genitori? Il motivo, spesso, è il fatto che non rientra nei canoni del modello socio-culturale dominante, per il quale la personalità vincente è quella estroversa, sempre disponibile e “connessa” con il mondo. Un modello che gli adulti proiettano sui bambini nel timore che, se rimarranno timidi e riservati, non si faranno largo nella vita. In realtà, ai fini dell’affermazione personale e dell’intelligenza, non c’è differenza tra introversi ed estroversi: si tratta di modi differenti di crescere e affrontare la realtà. I bambini timidi possono essere ugualmente determinati e affascinanti di chi è più immediato nelle relazioni. Ma allora cosa fare con i bambini timidi?

Fai programmi più elastici

Non costringere i bambini in impegni e orari utili solo ai genitori e alla famiglia. Se avere un certo ritmo di vita è necessario, una mancanza di elasticità impedisce ai piccoli di sviluppare un proprio ritmo.

Dosare la compagnia

Ti porto di qui, ti porto di là“, “Vieni che ci divertiamo“, “Vai con la zia che ti porta a vedere…“. Troppe figure di riferimento, che attirano forzatamente l’attenzione su cose esaltanti, creano confusione e saturazione di interesse e li portano a cercare un loro spazio tranquillo dentro di sé. Lasciamo che siano loro a chiedere o non impareranno cosa vogliono veramente.

Non forzarli

Rispettare la timidezza significa non buttare a forza i piccoli in situazioni collettive a cui non si sentono pronti. Una buona idea è quella di introdurli prima in un gruppo più piccolo, fatto di due-tre bambini, e solo quando si vede che si trovano a loro agio passare a gruppi più numerosi.

Aiutarli con un oggetto

A volte i bambini timidi hanno solo bisogno di un incoraggiamento iniziale, che però non può giungere dal “Dai, forza!” di un genitore. Può essere utile fargli portare un oggetto da casa, di cui è fiero, da mostrare e condividere con gli altri. Così non lui, ma l’oggetto sarà il centro dell’attenzione altrui, e lui si potrà relazionare senza provare disagio.

Fonte: riza.it

Immagini:
kidspot.com.au
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the-parenting-magazine.com

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