Uno stick per ridurre i rischi dell’ittero neonatale

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ittero neonatale

L’ittero neonatale è frequente nei neonati.

Generalmente si tratta del cosiddetto ittero fisiologico, un eccesso di bilirubina che si cura semplicemente con la luce.

I bambini che hanno un evidente colorito giallastro vengono posti sotto lampade speciali e nel giro di pochi giorni il valore della bilirubina torna alla normalità.

Tuttavia, se non controllata adeguatamente, la produzione eccessiva di bilirubina può causare danni neurologici permanenti e irreversibili, in questo caso si parla di ittero patologico.

Che cos’è la bilirubina?

La bilirubina è un pigmento rosso-arancio che si forma dalla degradazione dell’emoglobina, proteina capace di captare l’ossigeno, dopo la distruzione dei globuli rossi morti. L’emoglobina così liberata si trasforma in bilirubina che viene trasferita nel sangue. Quando la quantità di bilirubina nel sangue sale oltre i livelli normali, la pelle acquisisce un caratteristico colorito giallastro.

Quando si verifica l’ittero patologico

Le cause di un ittero patologico sono molteplici e complesse:

  • littero emolitico: che si verifica in presenza di incompatibilità materno-fetale del gruppo sanguigno e/o del sistema Rh;
  • l’ittero da infezioni congenite;
  • l’ittero da ostruzione organica delle vie biliari;
  • l’ittero pseudo ostruttivo o colestasi inorganica che si verifica per esempio in caso di epatite neonatale virale;
  • l’ittero causato da malattie del fegato e da scompensi del sistema endocrino, esattamente come nel caso dell’ipertiroidismo congenito.

In generale, dopo aver stabilito la causa dell’ittero, il pediatra prescrive il trattamento farmacologico e medico più adatto per ogni singolo caso. Il rischio principale è l’encefalopatia bilirubina che può causare danni neuropsichiatria anche consistenti.

Lo stick per rilevare l’ittero neonatale 

Il reparto di Neonatologia dell’IRCCS Burlo Garofalo in collaborazione con La Fondazione italiana fegato (Fif) onlus di Trieste, guidata da Claudio Tiribelli hanno realizzato il Bilistick™ (Bilimetrix Srl, Trieste, Italia), un innovativo dispositivo diagnostico a basso costo, concepito come sistema “Point of Care” per misurare la concentrazione plasmatica di bilirubina nel sangue intero dei neonati.

Il sistema è costituito da una striscia ed un lettore. Una minima quantità di sangue (25µL ossia 0.025 mL) viene caricata sulla striscia utilizzando una pipetta capillare appositamente tarata ed il risultato compare sullo schermo entro i 2 minuti dal caricamento.

In questo modo è possibile rilevare concentrazioni di bilirubina tra 1 mg/dL e 30 mg/dL con un’accuratezza comparabile a quella ottenuta nelle determinazioni dei laboratori clinici.

A differenza di queste ultime e grazie alla semplicità del metodo, alle dimensioni ridotte del sistema e all’alimentazione a batterie del lettore, l’impiego di Bilistick non necessita della disponibilità di personale medico professionale e/o di spazi attrezzati per l’analisi, rendendo la diagnosi ed il monitoraggio dell’ittero neonatale una pratica semplice anche al di fuori delle strutture ospedaliere, come ad esempio negli studi medici esterni/convenzionati o nei consultori familiari o in contesti quali i paesi a risorse economiche e sanitarie limitate.

La FIF ha avviato un progetto internazionale di di monitoraggio ed educazione sull’ittero neonatale in alcune nazioni in cui l‘ittero neonatale è un problema molto serio e sentito: in particolare la Nigeria, l’Indonesia e l’Egitto.

In questi paesi è stato impostato un programma di interventi articolato su quattro livelli:

  1. educazione alle madri, le prime ad accorgersi che qualcosa non funziona e le vere alleate nel prevenire il danno;
  2. training ai medici che curano il neonato;
  3. diagnostica “point of care”, cioè al letto del paziente, distribuendo il Bilistick, strumento sviluppato a Trieste dalla Bilimetrix, che in due minuti e a partire da una goccia di sangue misura la concentrazione plasmatica di bilirubina;
  4. distribuzione di unità a basso costo per fototerapia in collaborazione con Thrive, una organizzazione non governativa.

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