Da 18 luglio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Vene varicose: come mai compaiono in gravidanza?

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I nove mesi rappresentano una fase “a rischio” per le gambe, esposte a disturbi quali gonfiori, capillari evidenti e vene varicose. In particolare queste ultime sono rigonfiamenti delle vene (varici) che interessano le gambe ma anche l’ano (emorroidi) e, più raramente, la vulva (i genitali esterni).

Di solito, fanno la loro comparsa già nei primi mesi della gravidanza e inizialmente a provocarle sono gli ormoni tipici dell’attesa (progesterone ed estrogeni) che, oltre ad adattare l’organismo della donna a ospitare il feto e ad affrontare il parto, determinano una generale distensione dei tessuti, degli organi e dei vasi che si rilassano e riducono la loro elasticità.

Col passare del tempo anche altri fattori contribuiscono a favorire e intensificare questo disturbo: nel secondo trimestre aumenta in modo significativo la massa di sangue circolante al fine di assicurare a feto nutrimento e ossigeno necessari al suo benessere e ciò provoca un ulteriore impegno dei vasi sanguigni che devono sopportare un carico maggiore. Nel terzo trimestre infine l’aumento di volume dell’utero, esercitando una pressione sulle vene in corrispondenza del bacino, rallenta il ritorno venoso (il riflusso di sangue dalle gambe al cuore) e accentua i gonfiori.

Per prevenire il problema o per ridurne l’intensità è importante non ostacolare la circolazione sanguigna con abitudini scorrette. In particolare, dovresti sempre evitare di:

E’ invece molto utile:

  • indossare calze elastiche, in particolare se si ha una predisposizione alle varici e il disturbo era giù presente prima del concepimento. Le calze esercitano diversi gradi di pressione sulle gambe allo scopo di favorire il ritorno venoso;
  • praticare con costanza un’attività fisica. Tra gli sport più indicati rientrano il nuoto, gli esercizi per le gambe (come la bicicletta) e le lunghe passeggiate;
  • effettuare spugnature o docciature di acqua fredda alle gambe in quanto il rapido cambiamento di temperatura determina una vasocostrizione e accelera la circolazione del sangue.

E’ comunque sempre consigliabile segnalare il disturbo al ginecologo anche perchè, pur se molto raramente, le varici possono a loro volta complicarsi in un’infiammazione (la flebite) che richiede riposo assoluto e cure mediche. In caso di varici evidenti, occorre una visita angiologia ed eventuale ecodoppler (tecnica basata sull’impiego di ultrasuoni per registrare i flussi sanguigni).

Voi, mamme, avete sofferto di vene varicose durante la gravidanza? E dopo sono andate via spontaneamente?

Immagini:
elimarket.com
veindirectory.org
fogliosalute.wordpress.com

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