Da 29 ottobre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Video: parto indotto, prostaglandine e ossitocina per indurre il travaglio

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In alcune situazioni (gravidanza protratta oltre la quarantaduesima settimana, anomalie del liquido amniotico, malattie materne o problemi a carico del feto) può essere consigliabile indurre artificialmente l’inizio del travaglio, utilizzando alcune procedure e farmaci che descriviamo di seguito.

Se ha fallito lo scollamento delle membrane, il passo successivo (il primo che preveda l’uso di sostanze sintetiche) è l’applicazione di un gel a base di prostaglandine sintetiche. Queste sostanze consentono la cosiddetta maturazione del collo dell’utero, ovvero il suo ammorbidimento, che può permettere la successiva dilatazione.

L’efficacia dell’applicazione del gel dipende da una serie di fattori. Sono correlati con maggiori percentuali di successo: il fatto che il parto in questione non sia il primo per la donna, l’essere a termine di gravidanza piuttosto che in una fase precedente, se il processo di maturazione della cervice uterina è già parzialmente avanzato autonomamente dall’applicazione delle prostaglandine sintetiche.

L’applicazione delle prostaglandine sintetiche viene effettuata in ambito ospedaliero e ripetuta ogni 8 ore. Possono essere applicate due o anche tre volte, la valutazione sull’opportunità viene fatta in base ai risultati che questa produce ed è estremamente variabile a seconda dei fattori sopra elencati e anche delle caratteristiche individuali di ogni donna.

L’infusione di ossitocina sintetica è un passo ulteriore rispetto all’applicazione di gel alle prostaglandine. L’ossitocina è l’ormone del parto, naturalmente secreto dall’organismo materno e responsabile delle contrazioni uterine. L’ossitocina sintetica, rispetto a quella naturale, dà origine a contrazioni più violente e ravvicinate e quindi dolorose per la mamma e traumatiche per il piccolo.

Per questo è fondamentale il dosaggio, che deve essere attentamente stabilito a seconda delle caratteristiche della donna e lo stato del travaglio, e comporta il monitoraggio continuo dei battiti cardiaci del bambino. In caso di analgesia epidurale il ricorso all’infusione di ossitocina sintetica è molto più probabile rispetto al parto  naturale perché il farmaco va ad interferire con la contrattilità uterina e perché lo stimolo doloroso stesso è responsabile della secrezione di ossitocina naturale nell’organismo materno.

Video a cura di Blogmamma in collaborazione con Openminds corsi pre-parto

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