Da 3 luglio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Videogiochi bambini: le regole per un buon utilizzo

Secondo recenti ricerche quasi il 100% dei bambini italiani utilizza i videogiochi. Quindi ogni genitore italiano sa di cosa si tratta. Di fronte a questi oggetti il sentimento comune a molti genitori è: “Si sta rintronando, gli andrà il cervello in pappa, quando usa i videogiochi non capisce più niente…”. In realtà, se utilizzati correttamente, i videogiochi aiutano i bambini a sviluppare il lato immaginativo e creativo della mente, aiutano ad apprendere attraverso una continua percezione del proprio miglioramento, rendono i piccoli più autonomi attraverso le sollecitazioni a prendere decisioni immediate.

Spesso noi genitori non li conosciamo e pensiamo che siano solo un passatempo passivo, come la televisione: in realtà i videogiochi, se non abusati, aiutano ad imparare e a risolvere problemi in modo veloce ma anche approfondito.Dunque tutto bene? No. Esistono alcune regole che è bene seguire per far si che i bambini utilizzino bene i videogiochi.

Esistono videogiochi da computer, da consolle, da scaricare, da giocare on-line, individuali o da condividere, per piccoli e adulti, d’azione, strategia, ruolo, educativi, con protagonisti violenti o teneri. L’intervento più intelligente che possa fare un genitore è aiutare il bambino affinché sia in grado di operare le “sue” scelte, avendo una gamma ampia di possibilità. Non si tratta né di proibire né di concedere, ma di metterlo in condizione di trovare ciò che lo porta a realizzarsi. Vediamo come affrontare l’argomento.

Prima di proibire o permettere, dovete… saperne qualcosa. Il metodo migliore è fare un’esplorazione in internet: troverete anche videogiochi didattici, per imparare l’inglese, conoscere antiche civiltà, scoprire come si allevano gli animali. Ci sono anche giochi stupidi o violenti: avrete un panorama della situazione. Provatene qualcuno. Facilmente incontrerete delle difficoltà: è il momento di chiedere a vostro figlio di aiutarvi. E da qui potete partire, chiedendogli cosa ama di più e che cosa, secondo lui, è interessante, o noioso, o “vecchio”.

Quando i bambini chiedono il permesso di usare i videogiochi, dovete innanzi tutto sapere “a cosa” vogliono giocare. Questo vale in particolare se il ragazzo ha intenzione di giocare on-line, dove c’è meno controllo. Assicuratevi che il gioco abbia la certificazione Pegi (Informazione Paneuropea sui Giochi) che informa sull’età di utilizzo e  sul contenuto. Proibite l’uso dei videogiochi inadatti all’età di vostro figlio.

Se cercate di interrompere un bambino “sul più bello”, magari a un passo dall’obiettivo, sarà difficile che vi ascolti o lo farà protestando. La strategia è accordarsi, prima che cominci, sul tempo. Gli esperti consigliano di non superare un’ora al giorno, perché le attività vanno diversificate. E, dal punto di vista fisico, un bambino ha bisogno di molto movimento. Alcune consolle offrono la possibilità, utile in assenza del genitore, di controllare il tempo passato ai videogiochi: si chiama timer familiare e consente di impostare un limite massimo di utilizzo giornaliero o settimanale, dopo di che si spegne.

Il mio marmocchietto dalla scorsa estate utilizza una consolle con i suoi giochi preferiti (un suo desiderio, esaudito dalla nonna)! Sin da subito abbiamo cercato di mettere delle regole sul suo utilizzo e devo dire che hanno ben funzionato! 1 al max 2 ore al giorno da distribuire nei momenti “morti” della giornata ed ogni tanto mi diverto anch’io a sfidarlo 😉 E i vostri bambini utilizzano videogiochi? Vi ritrovate a giocare con loro?

Fonte: riza.it

Immagini:
zakta.com
nowpublic.com
techaddictionblog.files.wordpress.com

Scrivi un commento