Da 10 giugno 2010 0 commenti Leggi tutto →

Villocentesi: i pro e i contro

ADV

La Villocentesi è uno dei due esami consigliati alle donne in gravidanza “over35” per sapere se il feto è sano. Insieme all’amniocentesi permette di analizzare il numero e la forma dei cromosomi del feto, per sapere in modo certo se il bambino è affetto da una malattia cromosomica: la più comune fra tutte è la cosiddetta trisomia 21, meglio conosciuta come sindrome di Down. Non comporta rischi di lesioni all’organismo materno o di malformazioni del feto ma, essendo un esame invasivo  c’è il rischio, molto basso, di un aborto spontaneo.

La villocentesi consiste nel prelevare dalla placenta una certa quantità di villi coriali, piccolissime propaggini che derivano dall’ovulo fecondato e hanno quindi lo stesso patrimonio genetico dell’embrione. L’esame viene effettuato grazie a un ago sottilissimo, che viene introdotto attraverso l’addome della mamma sotto continuo controllo ecografico, per verificare che venga seguita la giusta traiettoria. Una volta raggiunta la placenta, l’operatore aspira per circa 10 secondi alcuni frammenti di villi, muovendo l’ago avanti e indietro, poiché si tratta di materiale semisolido.

L’indagine non procura dolore, piuttosto un leggero fastidio nel momento in cui l’ago entra nella pancia. Dopo il prelievo, il campione viene diviso in due parti: un preparato “diretto”, che viene analizzato subito, e un preparato “colturale” cioè le cellule dei villi vengono messe in coltura in modo da farle moltiplicare fino a ottenere il numero sufficiente per effettuare l’indagine e avere così un risultato ancora più preciso e sicuro. La villocentesi viene eseguita generalmente tra la 10° e la 13° settimana.

I pro

La precocità della diagnosi. Un primo risultato dell’esame diretto si può avere già dopo circa 7 giorni, mentre l’esito colturale dopo due-tre settimane e quindi ancora nel periodo iniziale della gestazione. In caso di esito positivo, si ha più tempo per decidere se rinunciare o no alla gravidanza. A quest’epoca un’eventuale interruzione viene effettuata in pochi minuti con un raschiamento eseguito in anestesia generale.
Non ci sono preparativi particolari da fare o farmaci da assumere prima dell’esecuzione della villocantesi e nelle 24-48 ore successive al prelievo, viene in genere consigliato di non fare sforzi fisici e di astenersi dai rapporti sessuali.

I contro

Il risultato è in genere affidabile al 100%, ma c’è una possibilità di esito dubbio. In quanto in rari casi l’embrione e la placenta si sviluppano secondo linee genetiche diverse, dando luogo al “mosaicismo confinato placentare”. In pratica, nelle cellule dei villi sono presenti alterazioni cromosomiche che, invece, il feto non ha. In tal caso, viene consigliata alla donna un’amniocentesi per avere conferma o smentita di questo dato.

Qualcuna di voi ha effettuato questo tipo di esame? Raccontateci cosa ne pensate e la vostra esperienza sarà d’aiuto ad una mamma in cerca di consigli! 🙂

Immagini:
leedsteachinghospitals.com
childrenscentralcal.org
howickmidwife.com

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

Scrivi un commento