Vivere una Tomodachi Life

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Il videogioco Tomodachi Life per Nintendo 2DS e 3DS  è uscito in Italia lo scorso giugno. Adatto ai bambini anche in età prescolare (Pegi 3), viene definito un “simulatore di vita”, che consente di creare una comunità virtuale di amici (Tomodachi, in giapponese) e di far trascorre loro una vita serena e all’insegna della felicità su un’isola che offre ogni servizio e svago. Obiettivo è proprio quello di aumentare e mantenere quanto più alto il livello di benessere degli abitanti.

La prima mossa per cominciare il gioco è di creare il proprio Mii (l’avatar nel mondo Nintendo) e di fargli abitare un appartamento del grande condominio che ospita tutti gli abitanti dell’isola. Poi, progressivamente si creano gli avatar dei propri amici e/o parenti e nel frattempo appaiono anche nuove abitazioni, luoghi pubblici come bar e supermercati. A darci notizia di tutto questo movimento è il telegiornale locale che trasmette gli aggiornamenti in quanto ad apertura di locali, negozi ed eventi in corso. Sull’isola esiste poi un municipio, dove sono registrati tutti gli abitanti e che altro non è che il centro gestione avatar, da cui è possibile modificare quelli già esistenti e aggiungerne di nuovi.

La creazione dell’avatar non è un’azione banale: dovrà somigliare il più fedelmente possibile a noi o ai nostri parenti e amici, scegliendo fra tantissime opzioni quanto a taglio degli occhi, nasi, acconciature, colori, altezza, peso… Ma anche carattere e inclinazioni vanno definiti e delineati in modo accurato: il modo di parlare, di muoversi, la tonalità della voce… tutto va impostato affinché ciascun Mii sia quanto più caratterizzato e verosimile nel suo modo di parlare, reagire e  approcciare gli altri nonché nei gusti e predilezioni.

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Oltre a crearne di nuovi, sarà comunque possibile interagire con i Mii Nintendo già delineati dai propri amici, che potranno essere scambiati o ottenuti scansionando un QR Code. Nel primo caso, bisogna ovviamente essere collegati a una rete internet (consigliamo quindi ai genitori, di utilizzare le funzioni di parental control della console, semplici da impostare e molto efficaci).

I Mii sono così pronti a “vivere” e saremo noi a fare in modo di soddisfare le loro esigenze dal punto di vista fisico, sociale ed emotivo: nutrirli, farli riposare ma anche conoscere, diventare amici, innamorare, fino a farli diventare addirittura genitori. Perché ciò avvenga bisognerà testare la loro affinità e capire se sono compatibili:

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L’obiettivo del gioco è quello di rendere felici i Mii e, come ha scritto il loro stesso creatore Yoshio Sakamoto, di “aiutarli a vivere nel miglior modo possibile”. Il meccanismo è premiante, più aumentiamo la felicità degli abitanti dell’isola più abbiamo i punti (o soldi) per accedere ai negozi e comprare loro cibo, oggetti e vestiti, ma anche per fare loro dei regali (come un viaggio o un animale da appartamento) o modificare le loro abitazioni rendendole più belle e confortevoli

I Tamodachi, secondo gli psicologi, sono inoltre un videogioco che può raccontare molto del bambino e della percezione che ha di sé e del mondo che lo circonda, informazioni ovviamente preziose per i genitori.  “Tomodachi è una palestra virtuale nella quale il bambino si allena a riconoscere e ad esprimere emozioni, bisogni e desideri; si allena, cioè, a strutturare il suo essere al mondo e a mettere alla prova le sue capacità di relazione nel microcosmo familiare e nel macrocosmo sociale” così ha detto la nota psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi.

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