Il virus Zika: consigli di viaggio per donne in gravidanza

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Virus_Zika

Le autorità sanitarie in tutto il mondo sono molto preoccupate per lo stretto legame tra l’infezione da virus Zika in gravidanza e lo sviluppo di difetti neurologici nei bambini alla nascita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a indagare per accertare in modo scientifico l’esistenza della correlazione e invita le donne in gravidanza o quelle che la stanno pianificando ad evitare di recarsi in Brasile e nei paesi dell’America Latina in cui il virus è in espansione.

Inoltre Zeid Ra’ad Al Hussein commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani invita a permettere l’aborto nei Paesi colpiti dal virus:

Bisogna consentire, nei Paesi colpiti da Zika, l’aborto e la contraccezione. Le leggi e le politiche che limitano l’accesso a questi servizi dovrebbero essere urgentemente riesaminate in conformità con i diritti umani, al fine di garantire, in pratica, il diritto alla salute per tutti. La difesa dei diritti umani delle donne è essenziale.

Il virus Zika

La febbre di Zika è una malattia virale trasmessa dalla puntura di una zanzara del genere Aedes.

I sintomi  sono simili a quelli provocati da altre malattie come la dengue e la chikungunya sempre trasmesse da zanzare Aedes:

  • febbre
  • dolori articolari e muscolari
  • eruzioni cutanee
  • congiuntivite.

Si tratta di sintomi lievi, un’infezione da virus Zika potrebbe quindi passare inosservata o essere attribuita a uno degli altri virus.

La malattia raramente richiede il ricovero ospedaliero.

Dopo una puntura di zanzara infetta, i sintomi compaiono solitamente dopo un periodo di incubazione dai 3 ai 12 giorni e possono durare da 2 a 7 giorni.

Pericoli per le donne in gravidanza

Il virus Zika è particolarmente pericoloso per le donne incinte.

È stata infatti osservata una forte correlazione tra la sua diffusione in Brasile, dove sono stati registrati 1,5 milioni di casi di contagio, e un’impennata dei casi di microcefalia, una condizione che comporta uno sviluppo incompleto del cranio e del cervello del feto (OMS).

Non esistono ancora prove scientifiche dirette del legame tra il virus e la microcefalia, ma il patogeno è stato trovato nell’organismo di feti morti affetti da questa condizione e ci sono le prove che può essere trasmesso da madre a figlio attraverso il liquido amniotico.

Per questo è fortemente raccomandato posticipare i viaggi in zone a rischio come il Brasile.

Raccomandazioni per le donne in gravidanza

Le raccomandazioni per le donne che aspettano un bambino e che intendono comunque fare un viaggio in un paese a rischio sono quelle valide per tutti. Sicuramente in questo momento forse sarebbe meglio evitare di recarsi in Brasile e in Sud America ma in generale è bene:

  • applicare un repellente anti-zanzara adatto al proprio stato (quindi sceglietelo insieme al vostro ginecologo) sia sul corpo che sugli abiti ricordandosi di ripetere l’applicazione ogni 2 – 5 ore;
  • indossare pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe per proteggere braccia e gambe;
  • evitare le aree dove è presente acqua stagnante;
  • dormire sotto una zanzariera e verificare che gli infissi della camera dispongano di zanzariere;
  • partire durante il secondo trimestre di gravidanza;
  • consultare il proprio ginecologo per valutare insieme la fattibilità di un eventuale viaggio e per ottenere un certificato sanitario che viene richiesto da alcune compagnie aeree soprattutto nelle ultime fasi della gravidanza.

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