Lo yoga è una corrente spirituale sviluppatasi in India circa 5.000 anni fa. Basata sul principio dell’indissolubile legame che lega il corpo allo spirito e l’essere individuale all’universo che lo circonda, ha dato origine a un complesso sistema filosofico e religioso.  In realtà, in Occidente esso è andato affermandosi soprattutto come disciplina mirata al raggiungimento del benessere fisico e psicologico tramite specifiche tecniche di rilassamento e concentrazione.

Le tecniche fondamentali sono 3:
Asana, ovvero le “posizioni” del corpo;
Pranayama, il controllo e la regolazione del respiro;
Krya, la meditazione e la concentrazione della mente.
Tutte e tre queste diverse tecniche risultano strettamente correlate tra loro in pratica, qualunque esercizio yoga si intenda eseguire, la sua efficacia sembra dipendere soprattutto dall’applicazione di tutte queste diverse componenti che tendono di fatto ad attivarsi e a potenziarsi a vicenda.

Da tempo ormai sono noti i numerosi benefici che la pratica dello yoga può apportare nel corso dei nove mesi. Ciò è dimostrato, del resto, anche dalla crescente diffusione dei corsi pre-parto che comprendono questa disciplina tra quelle proposte alle future mamme per affrontare nel migliore dei modi la gravidanza e la nascita.

Al riguardo è, infatti, importante sottolineare che lo yoga consente alla gestante di:
compiere un’attività fisica evitando di sottoporre il proprio corpo a sforzi eccessivi o a movimenti inadeguati alla sua condizione;
– prendere coscienza delle modificazioni che l’organismo va subendo e imparare a riconoscere i segnali che esso trasmette;
ridurre la tensione muscolare che interessa diverse parti del corpo nel corso della gravidanza e, in particolare, la schiena, l’addome e il bacino;
acquisire tecniche di rilassamento in grado di attenuare le ansie e i timori tipici dell’attesa;
– imparare a controllare la respirazione rendendola più fluida e regolare.

Durante l’attesa è fondamentale rivolgersi a istruttori esperti o a centri specializzati in grado di adeguare questa disciplina alle esigenze della gravidanza. Infatti, alcune posizioni vanno evitate nei nove mesi, in quanto comportano un’intensa sollecitazione di muscoli, articolazioni e organi interni.

Dunque vediamo insieme le posizioni più indicate.

Posizione del gatto
Serve ad alleviare le tensioni dei muscoli dorsali, a rafforzare quelli addominali e a rendere più elastica la zona pelvica.
Si esegue così: mettersi “a quattro zampe” con braccia e cosce parallele e mani posizionate sul pavimento alla stessa larghezza delle spalle. Inspirare lentamente e in profondità e spingere il pancione verso il basso inarcando la schiena e volgendo il viso all’insù. Mantenere per qualche secondo la posizione, quindi espirare dolcemente effettuando il movimento contrario, incurvare la schiena verso l’alto piegando il mento in direzione del petto. Ripetere più volte, lentamente.

Posizione della farfalla
Serve a rendere più elastica e tonica l’area del bacino.
Si esegue così: sedersi a terra con la schiena dritta, posizionare le piante dei piedi l’una contro l’altra avvicinando i talloni al pube. Stringere i piedi con le mani e fare oscillare le ginocchia delicatamente per un paio di minuti.

Posizione della Ghirlanda
Serve a tonificare le giunture, a rafforzare il pavimento pelvico e a ridurre la tensione dorsale.
Si esegue così: accovacciarsi sui piedi divaricati sulla misura del bacino, avvicinare i talloni e allargare le ginocchia verso l’esterno. Flettere il capo all’ingiù, mentre le mani si giungono sul petto e i gomiti spingono ulteriormente all’infuori le ginocchia. Ripetere più volte, lentamente.

Immagini:
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