La poppata è un momento di benessere per il piccolo, ma anche per la mamma, cui gli ormoni stimolati dalla suzione, prolattina e ossitocina, regalano un profondo rilassamento. Qualche volta, però, allattare al seno può diventare davvero doloroso e una delle cause principali sono le ragadi.

Le ragadi sono screpolature e lesioni più o meno profonde che compaiono sul capezzolo e molto spesso sono causa di “abbandono” dell’allattamento. Infatti, quando si soffre di ragadi, può capitare che, a causa del dolore e dopo aver provato vari rimedi, senza però riuscire a risolvere il problema, la mamma non riesca più a reggere la situazione e decida di interrompere le poppate.

Non solo. Le ragadi possono anche favorire la comparsa di ulteriori complicazioni, quali l’ingorgo e la mastite. Infatti, se a causa del dolore si tende ad allungare la pausa tra una poppata e l’altra o a ridurre la durata dei pasti del piccolo, il seno, che non viene drenato adeguatamente, può ingorgarsi e il ristagno di latte favorisce la proliferazione di germi e aumenta il rischio di un’infezione batterica, la mastite.

Limitare le poppate può avere anche conseguenze negative per quanto riguarda la produzione di latte (che diminuisce se il seno viene stimolato meno) e la quantità del latte stesso. Dunque quando compaiono le ragadi è importante identificarne la causa e intervenire subito. Meglio sarebbe rivolgersi al più presto a un figura esperta in allattamento come l’ostetrica in modo che possa offrire informazioni e suggerimenti mirati per superare le difficoltà.

Nella maggior parte dei casi, il dolore ai capezzoli è dovuto ad un attacco scorretto del piccolo, per questo il primo passo è correggere la posizione e l’attacco del bambino durante la poppata. Mentre, l’applicazione di disinfettanti e tinture vegetali è sconsigliata poiché può seccare la pelle ritardando la soluzione del problema. Meglio evitare anche creme e pomate che potrebbero ostacolare la poppata, perché la bocca del bambino “scivola” e non riesce ad attaccarsi correttamente peggiorando la sensazione di dolore.

Per accelerare la cicatrizzazione delle ragadi è opportuno, invece, lasciare il seno scoperto il più possibile e dopo la poppata, spalmare alcune gocce del proprio latte sul capezzolo, massaggiare delicatamente e lasciarle asciugare. Il latte materno contiene, infatti, anticorpi e sostanze che stimolano la crescita dell’epidermide, e quindi favoriscono la cicatrizzazione, ed esercitano un’azione antibatterica. Infine, meglio non utilizzare le coppette assorbi latte perché il contatto continuo con la superficie umida ritarda la guarigione. In caso di perdite di latte particolarmente abbondanti tra una poppata e l’altra si potranno indossare le “conchiglie” in plastica dura che applicate tra il seno e il reggiseno, impediscono che gli abiti si bagnino e raccolgono il latte fuoriuscito.

E voi avete sofferto di ragadi durante l’allattamento? Raccontateci la vostra esperienza!

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