Le allergie alimentari sono uno dei problemi più temuti dalle mamme, soprattutto quando si inizia con lo svezzamento. E le domande più frequenti che noi mamme ci poniamo sono: “Come si può capire che il mio bambino è allergico a qualcosa?” e soprattutto “Cosa posso fare per aiutarlo?”. Abbiamo già parlato della celiachia, considerata una malattia tipica dell’età pediatrica in quanto si presenta dopo qualche mese dall’introduzione del glutine nella dieta del bambino. Oggi invece vogliamo trattare l’argomento delle allergie alimentari per capire insieme cosa sono e cosa poter fare per ridurre i rischi per i nostri bambini.

Un’allergia è una reazione negativa a qualcosa che normalmente può essere considerata innocua e in molti casi può essere dovuta all’ingestione di uno o più alimenti. Il corpo del piccolo reagisce a quella che considera una “minaccia” e il suo sistema immunitario cerca di combattere l’aggressione, proteggendo il bambino tramite gli anticorpi e altri agenti chimici, impegnati a contrastare il disagio. Tutto questo può causare sintomi spiacevoli, come sfoghi cutanei e diarrea. In alcuni casi possono verificarsi anche labbra e gola gonfie e fiato corto mentre nei casi più gravi ma estremamente rari, una reazione allergica può causare uno shock anafilattico, che potrebbe provocare la perdita dei sensi nel bambino e addirittura farlo smettere di respirare.

Qualsiasi alimento potrebbe provocare reazioni allergiche, in quanto contenente proteine dotate di attività allergenica ma quelli più attivi sono gli allergeni stabili (che resistono meglio alla cottura come la b-lattoglobulina del latte, l’ovoalbumina dell’albume, gli allergeni del merluzzo e delle arachidi). Invece, gli allergeni vegetali sono sensibili al calore e ad altri procedimenti, per cui possono produrre reazioni allergiche, soprattutto se consumati crudi, ma possono essere tollerati da cotti.

La maggior parte delle reazioni allergiche su base alimentare sono causate da 8 alimenti:
– l’allergia alle proteine del latte vaccino che è certamente la più frequente di tutte le allergie alimentari;
– l’allergia alla soia è comune nei bambini con l’allergia alle proteine del latte vaccino, ed è per questo che lo sostituzione del latte vaccino con il latte di soia è messa in discussione;
– le allergie alle uova sono molto comuni in bambini di età inferiore ad un anno, ma tendono a scomparire con la crescita;
– l’allergia alle arachidi e derivati che sta diventando una delle principali allergie del bambino;
– l’allergia al pesce che può manifestarsi nei confronti di qualsiasi specie anche se la più frequente è quella nei confronti del merluzzo;
– l’allergia nei molluschi che è molto rara;
– l’allergia alla farina di grano anche questa molto rara;
– l’allergia alla frutta come banana, avocado, castagna, melone, kiwi che possono dare reazioni allergiche in soggetti sensibilizzati al lattice.

Per alcuni tipi di allergie non esiste una cura vera e propria, il segreto è quello di evitare ciò che provoca la reazione allergica. Il medico potrebbe prescrivere degli antistaminici, per tenere sotto controllo i sintomi che presenta il bimbo, come pure delle pomate specifiche per gli sfoghi cutanei. Ma vediamo insieme cosa possiamo fare, noi mamme, per ridurre i rischi per i nostri bambini:
evitare di mangiare le arachidi mentre allattiamo al seno e di darle al piccolo nel corso dei primi tre anni di vita;
allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi (naturalmente se è possibile farlo);
consultare subito il pediatra se il piccolo ha uno sfogo cutaneo, gli occhi gonfi e il respiro affannoso;
– se in famiglia si sono già verificati episodi allergici, cercare di non dare al piccolo gli alimenti cosiddetti “a rischio”, senza aver prima sentito il parere del medico;
introdurre un nuovo alimento alla volta, ogni tre giorni, così sarà possibile accorgersi se il bambino reagisce in modo negativo;
prima di eliminare un qualunque alimento dalla dieta del piccolo, chiedere sempre il parere del medico in quanto la sua alimentazione deve essere bilanciata;
– prima di offrire al piccolo un nuovo alimento, controllare sempre l’etichetta cercando di imparare i nomi tecnici dei cibi, per esempio “olio di arachidi” deriva dalle noccioline.

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