Se le allergie alimentari possono insorgere fin dai primi mesi di vita, le allergie respiratorie si manifestano di solito dopo l’anno di età in quanto l’organismo del bambino deve avere il tempo di entrare in contatto con l’allergene per svilupparne la sensibilità. Infatti le allergie agli acari della polvere possono comparire già a un anno e mezzo o a due anni di vita, perché spesso i bambini entrano in contatto con questi animaletti a casa o negli ambienti che frequentano fin da piccoli. Le allergie stagionali ai pollini, invece, si manifestano in genere più tardi, in età scolare.

Dunque vediamo insieme quali sono le principali allergie respiratorie che colpiscono i bambini e come curarle.

Asma

Tosse secca, affanno e respiro sibilante sono sintomi abbastanza comuni nei primi anni di vita, ma non sempre si tratta di manifestazioni allergiche. E’ un disturbo che colpisce il 10-15% dei bambini nei primi 5 anni di vita e tende ad attenuarsi e scomparire in età scolare. Si accentua durante i mesi autunnali e invernali, quando le infezioni delle vie respiratorie sono più diffuse. Nei bambini molto piccoli, nel primo anno, asma e tosse possono essere un sintomo di reflusso gastroesofageo.

Gli allergeni aerei più comuni sono gli acari della polvere, i pollini di graminacee, olivo e parietaria, alcune muffe, il pelo e le piume degli animali. Quando esiste il sospetto che un bambino soffra di asma allergica, l’unico approccio per diagnosticare con certezza il disturbo è sottoporlo a test allergometrici.

Il “raffreddore da fieno” o rinite allergica

Un altro sintomo di reazione allergica che può coinvolgere le vie respiratorie del piccolo è la rinite allergica. Comunemente chiamata “raffreddore da fieno”, perché le graminacee sono tra gli allergeni che la provocano più di frequente. La rinite può essere perenne, se il bambino ne soffre tutto l’anno, o intermittente se compare in alcuni periodi, ad esempio durante la stagione di massima diffusione di un particolare polline. La forma perenne è spesso dovuta agli acari della polvere o a muffe, comunemente presenti nelle case, che proliferano sulla carta e sui tessuti.

Come l’asma anche la rinite allergica tende a manifestarsi nei bambini più grandi, in età scolare. Nei piccoli, sotto i cinque anni, può essere facilmente confusa con gli effetti di infezioni virali delle vie respiratorie. Rispetto al comune raffreddore, la rinite allergica si distingue per il gonfiore delle mucose nasali del bambino, che assumono un colorito pallido, e per l’aspetto liquido e chiaro della secrezione nasale, che nelle forme infettive di solito è giallastra e densa. Spesso poi, la rinite allergica provoca starnuti a raffica, prurito al naso e alla gola ed è associata a congiuntivite e lacrimazione intensa.

L’allergia ai pollini

L’allergia ai pollini invece è un disturbo di tipo stagionale in quanto si manifesta durante il periodo dell’anno in cui le piante liberano nell’aria il loro polline, minuscoli granellini delle dimensioni di un ventesimo di millimetro. La stagione dell’impollinazione varia a seconda della pianta, della regione e del clima. Di anno in anno, inoltre, non sempre il periodo di massima concentrazione si presenta nelle stesse date.

Uno strumento prezioso per individuare tempestivamente i periodi a rischio è il bollettino dei pollini, pubblicato ogni mercoledì mattina dall’Associazione Italiana di Aerobiologia. Il bollettino riporta i dati sulle varietà vegetali che più di frequente provocano reazioni allergiche, suddivise regione per regione e formula previsioni per la settimana successiva. Qui trovate tutte le info.

Le cure

La prima misura da adottare per ridurre le manifestazioni allergiche è quella di evitare l’esposizione all’allergene responsabile. Infatti se i test rivelano che il bambino è sensibile agli acari, vanno eliminati, per quanto possibile, moquette, cuscini, tendaggi pesanti e tappeti. Visto che gli acari proliferano in un ambiente caldo e umido, è consigliabile anche mantenere il riscaldamento a livelli confortevoli ma non troppo elevati (con una temperatura di circa 20°) e, se occorre, usare un deumidificatore.

Per chi soffre di sensibilità ai pollini, non è altrettanto facile evitare i contatti con l’allergene responsabile. Per ridurne la presenza almeno in cassa, è opportuno non coltivare in giardino o sul terrazzo le piante a cui il bambino è allergico, tenere chiusa la finestra della camera da letto del piccolo durante la stagione di massima diffusione del polline e se possibile, un condizionatore d’aria con filtro antipollini. E’ naturalmente consigliabile, nella stagione dell’impollinazione, limitare le passeggiate in campagna o nei parchi. Inoltre, è opportuno evitare in tutte le stagioni di attraversare prati o giardini mentre viene tagliata l’erba e, quando si viaggia in automobile, tenere i finestrini chiusi e usare l’aria condizionata con filtri antipolline.

Mentre per trattare le allergie respiratorie a livello farmacologico due sono gli approcci: la somministrazione di farmaci per prevenire o ridurre i sintomi della malattia e i vaccini che desensibilizzano il bambino dalla sostanza che provoca l’allergia.

I farmaci più usati per l’asma allergica sono i broncodilatatori e gli anti-infiammatori, somministrati di solito per via inalatoria con gli apparecchi per l’aerosol e le bombette spray dosate, che erogano una precisa quantità della sostanza ad ogni spruzzo. Per il trattamento della rinite allergica si fa ricorso di solito ad antistaminici per via orale e ad anti-infiammatori corticosteroidei sotto forma di spray nasale.

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