Da qualche tempo mi occupo di Antonella Clerici che dopo aver dato alla luce la sua piccola Maelle, ha dovuto abbandonare la conduzione dello storico programma La Prova Del Cuoco. Nel video, la vedete durante i saluti finali nel corso dell’ultima puntata della storica trasmissione. A giudicare dai vostri commenti, molto numerosi e affettuosi, ho avuto modo di capire che la veterana conduttrice Rai è amatissima dal pubblico italiano e anche dai bambini.

Dal Corriere della Sera, qualche giorno fa, ho appreso che i centralini della Rai sono intasati dalle telefonate di telespettatori che reclamano a gran voce il ritorno della bella Antonella dichiarando apertamente di non seguire più la Prova da quando al timone è subentrata la giovane (e sconosciuta) Elisa Isoardi.

A quanto pare è la prima volta che si solleva un tal polverone dopo la rimozione di un conduttore alla guida di un programma televisivo. Il “caso Antonella” ha anche stimolato le invettive velenose della Littizzetto che ha adombrato il reato di mobbing.

Certo, la maternità, in campo professionale, non ha portato molta fortuna alla dolce Antonella. Alla delusione per la Prova del Cuoco, infatti, si aggiunge anche quella per aver perso la conduzione di un altro programma di grande successo targato Rai, Il Treno dei Desideri, che verrà condotto da una brava e fresca presentatrice Rai: Caterina Balivo.

A giudicare dalle scelte, sembrerebbe quasi che Del Noce abbia voglia di svecchiare un po’ l’Azienda Rai. Il direttore, però, si difende da tutte le accuse sostenendo di non aver penalizzato la Clerici, alla quale ha affidato il sabato sera di Raiuno per questa stagione con il varietà musicale Ti Lascio Una Canzone e e il format Tutti Pazzi per la Tele in autunno e dice: “ viviamo un momento di crisi, le inserzione pubblicitarie sono calate e i badget sono stati ritoccati al ribasso”. Come dire: “cara Antonella sei tanto bella e tanto dolce ma mia cara costi troppo e per questo devi essere ridimensionata!”.

Svelato l’enigma: è tutta questione di business, di soldi. E quando si parla di soldi, si sa, il resto non conta, neanche la delusione e l’amarezza del pubblico che, secondo me, dovrebbe essere il vero business di un’Azienda televisiva. Che ne pensate?