Con tutti e due i figli sono stata piuttosto fortunata in tema di “nanna”, hanno sempre dormito senza fare storie anche da piccolissimi e la nostra routine è andare a letto presto, intorno alle 20,00-20,30 adesso che sono alle soglie dell’età scolare, e poi svegliarsi abbastanza presto al mattino per 11 ore circa di sonno ininterrotto. Per raggiungere questo risultato ho stabilito una regola ferrea e qualche piccolo accorgimento complementare ed ho scoperto che una ricerca della Monash University di Melbourne e dell’Università di Auckland (Nuova Zelanda) mi dà ragione.

Le mie “regole”, come dicevo, sono tutte raggruppate in una sola regola ferrea semplicissima, a cui faccio eccezioni rarissime: quando viene buio si va a nanna. Sembra lapalissiano ma i bambini hanno bisogno di regole e quella per la nanna è molto importante, per avere un risultato le eccezioni devono essere davvero molto rare e deve essere ben chiaro che sono “eccezionali” e che domani si torna alle abitudini consuete.

Gli accorgimenti che uso io e che sono complementari alla regola ferrea, sono essenzialmente due:

  1. dopo i tre anni circa ho abolito il riposino pomeridiano, sia a casa che a scuola materna, ho visto che i miei bambini non ne hanno più bisogno e che di notte dormono molto meglio. L’età per l’abolizione del riposino pomeridiano non è fissa, però basta osservarli per capire quando è arrivato il momento giusto
  2. quando è possibile giocano all’aperto e fanno tante attività motorie, vanno a scuola materna da quando hanno due anni e mezzo (mentre non hanno frequentato il nido) e non usiamo i passeggini, quando siamo a spasso, ormai da un bel po’ di tempo perché desidero che imparino che camminare fa bene ed è un’attività salutare, certo non ho il passeggino per appoggiare le borse o per “parcheggiarli” quando cominciano a fare storie, però preferisco essere un po’ meno comoda io ma stimolare loro.

Ed è proprio su questi accorgimenti che uso che la ricerca della della Monash University di Melbourne e dell’Università di Auckland (Nuova Zelanda) mi conferma che faccio bene, pare che i disturbi del sonno nei bambini continuino ad aumentare in modo esponenziale negli ultimi anni ed i risultati dello studio, su un campione di 519 bambini con un’età media di 7 anni, ha evidenziato come i bambini che giocano all’aperto, si dedicano ad attività motorie e di socializzazione e hanno un’alimentazione sana e bilanciata, soffrano molto meno di disturbi del sonno ed insonnia.