Per molti bambini il ciuccio è una grande consolazione. Succhiando rievocano le stesse sensazioni piacevoli che provano attaccandosi al seno della mamma, con la differenza che il succhiotto possono averlo quando lo desiderano e, quindi, lo controllano di più.

Verso i 3 anni, quando acquistano fiducia in se stessi e diventano più sicuri, molti bambini lo abbandonano spontaneamente. Altri, invece, non vogliono saperne di questa separazione. Convincerli a farne a meno può diventare un’impresa e richiede molta sensibilità e delicatezza da parte dei genitori. Prima dei 3 anni, comunque, si può lasciare succhiare il ciuccio tranquillamente. Superata questa fascia d’età può subentrare una dipendenza psicologica ma soprattutto problemi al piccolo. Infatti un uso eccessivo del ciuccio può creare problemi a denti e palato come una monocclusione nella parte posteriore della bocca o addirittura la protrusione degli incisivi (i cosiddetti denti a “coniglietto”).

E allora cosa fare per togliere il ciuccio al nostro piccolo?

cominciare con molta gradualità, cercando di limitare l’uso del ciuccio alle situazioni più “critiche” come ad esempio, quando è ora della nanna;
cercare di accordarsi direttamente con il bambino sui momenti in cui si sente che potrebbe anche farne a meno, stabilendo una specie di patto con lui;
trovare un posto speciale dove riporre il ciuccio quando il piccolo non lo usa, suggerendogli eventualmente di darlo in custodia al peluche o alla bambola preferiti;
complimentarsi con lui quando riesce a privarsi del ciuccio, e gratificandolo, qualche volta, con piccoli regali;
– cercare di fargli capire che il ciuccio è un oggetto per bambini più piccoli in modo che il confronto con i coetanei alla scuola materna, possa indurlo a rinunciarci spontaneamente;
distrarlo, spostando la sua attenzione verso altri oggetti o giochi, magari proponendogli qualche compito “da grande” difficilmente eseguibile con il ciuccio, come ad esempio una telefonata ai nonni o come aiutare la mamma a preparare da mangiare;
– a volte funziona la tecnica di lasciare che il ciuccio si consumi fino a rompersi (magari forzandolo un po’);

Quando siamo riusciti a fargli abbandonare il ciuccio di giorno è arrivato il momento di abbandonarlo anche di notte cercando sempre di preparare il piccolo in anticipo all’idea. Naturalmente all’inizio di dovrà mettere in conto qualche momento di crisi. Ma se si procede con gradualità, nel giro di pochi giorni il problema verrà superato. Naturalmente quando questo accadrà sarà bene festeggiare le prime notti senza ciuccio con tutta la famiglia facendo sentire il piccolo orgoglioso, sicuro di se stesso e un po’ più grande.

Ma attenzione quali sono le cose che non bisogna assolutamente fare?

– in nessun caso ci deve essere una interruzione improvvisa come far sparire il ciuccio da un momento all’altro senza dare spiegazioni. Si rischia così che il piccolo non riesca ad adattarsi a questo cambiamento diventando triste e nervoso, rifiutando il cibo o facendo brutti sogni cercando quindi consolazione magari nel succhiarsi il pollice;
evitare di insistere tanto in qualsiasi momento pur di farglielo abbandonare;
non prenderlo mai in giro dicendogli ad esempio “Così non diventi mai grande” creandogli quindi un’ansia maggiore e quindi maggiore dipendenza dal ciuccio;
– non cercare di togliere il ciuccio in concomitanza con cambiamenti importanti come l’inizio della scuola materna, la nascita di un fratellino, un trasloco ecc..
– cercare di stabilire una linea di condotta e cercare di portarla avanti senza mai cedere. Anche un solo ripensamento insegna al bambino che si può tornare indietro e dunque la volta successiva sarà ancora più difficile.

Insomma un’altra tappa importante nella crescita dei nostri bambini ma se fatta con pazienza e polso fermo sapremo fargliela superare senza troppi traumi. E voi quale strategia avete adottato?

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