Oggi, in molte famiglie, entrambi i genitori lavorano e, quindi, passano molte ore al giorno fuori casa e proprio i sensi di colpa che derivano dalle loro assenze rendono più difficile a mamma e papà chiedere obbedienza e rispetto a un figlio con il quale si trascorre pochi momenti la sera, prima di metterlo a letto. Dunque, molto più facile sembrerebbe accontentarlo in tutte le sue richieste.

C’è poi un altro aspetto, sottolineato da molti esperti. Un tempo i genitori non mettevano in discussione l’affetto dei figli nei propri confronti. Si imponevano pensando, e talvolta dicendo, che un giorno li avrebbero capiti e ringraziati. Oggi, invece abbiamo paura di non saper conquistare l’amore dei nostri figli e si sente il bisogno di ricevere da loro continue dimostrazioni di affetto e una sorta di attestato di bravi genitori.

Certo educare comporta un grosso dispendio di energie. E’ meno faticoso accontentare i figli quando vogliono passare ore con un videogioco o davanti alla tv a guardare un programma scelto da  loro. Ma è fondamentale che noi genitori stabiliamo delle regole che vanno trasmesse con dolcezza ma determinazione. Non esistono naturalmente regole valide per tutti ed ogni famiglia sceglie la propria linea educativa anche in base al carattere del proprio piccolo.

Queste sono le “regole” che cerchiamo di rispettare e far rispettare al nostro marmocchietto. Naturalmente non è sempre facile ma ci mettiamo tanta buona volontà.

– Cerchiamo, se non siamo d’accordo su una qualsiasi questione educativa, di parlarne prima tra di noi e mai davanti a lui fissando una regola solo dopo aver raggiunto un accordo;
– Cerco di non cedere al ricatto di non mangiare, solo perché dice di non piacergli, e quindi accontentarlo con quello che lui gradisce solo per paura che non si nutra a sufficienza… io penso che se resti senza cibo per qualche ora non morrà…ma probabilmente la prossima volta si sforzerà un po’ di più.
– Se una delle regole imposte in casa non viene rispettata, secondo me ci deve essere un castigo spiegandolo fin dove un bimbo possa capire.
– Si cerca di responsabilizzarlo il più possibile facendogli capire che in casa anche lui ha dei doveri (come l’andar bene a scuola, o rimettere in ordine i suoi giochi prima di andare a letto);

Devo dire che con il primo marmocchietto non ci sembra di aver fatto un cattivo lavoro. Ora ci stiamo provando con la seconda (tipetta tosta rispetto al primo;-)) Ma vedo che nonostante non parli ancora sa riconoscere, attraverso il tono della voce, l’espressione del volto e il “no” fermo quando una cosa può farla oppure no!

Insomma poche regole ma chiare da far valere con fermezza e coerenza. E’ naturale che obblighi e divieti non piacciono ai bambini ma, secondo me, porre dei limiti è il modo migliore per accompagnarli a fronteggiare le difficoltà della vita.

E voi come vi regolate in casa?!