Non è raro trovare oggi bambini, anche piuttosto piccoli, che corrono da una attività all’altra, danza, palestra, piscina, musica, iscritti a molti corsi e in competizione con gli altri. Quando ero bambina e parlo oltre trent’anni  fa dopo i compiti si giocava, tempo permettendo, all’aria aperta insieme ad altri bambini facendo giochi vecchi e creandone dei nuovi. Ma oggi tendiamo ad occupare il tempo dei nostri figli pianificando un futuro di opportunità, con aspettative enormi su probabili talenti e sospette potenzialità.


La convinzione che più corsi i bambini fanno più abilità acquisiscono, è motivata dalla consapevolezza forse solo nostra, che in questo modo avranno da adulti maggiori possibilità successo.  Ma sottoporre i bambini a troppi stimoli, non preparerà giustamente nostro figlio al futuro, imponendogli ritmi da adulto, scanditi da orari stressanti, ed ansie da prestazione, ma rischia di privarli della possibilità di vivere serenamente l’infanzia ,li renderà emotivamente fragili e incapaci di tollerare qualsiasi frustrazione. Quindi meno preparati alle difficoltà del domani.

L’infanzia non è solo una fase della vita che precede l’età adulta ma un momento magico e spensierato da vivere senza il peso dell’avvenire. Considerare l’infanzia solo una fase di allenamento per la vita adulta, pianificando attività per costruire il loro futuro vuol dire frenare curiosità, ridimensionando l’aspetto “magico” e intuitivo.

Se non si coltivano queste qualità, i bambini diventeranno brutte copie degli adulti e delle loro frustrazioni, delle loro ansie, e soprattutto, diventano bambini spenti e tristi. Il giusto sta nel mezzo meno impegni “utili”, più gioco e più creatività.


Alleggerendo la pressione sui bambini si può raggiungere un giusto equilibrio tra troppi impegni e il vuoto totale, lasciando loro non solo la possibilità di  sviluppare autonomamente le loro inclinazioni personali, ma anche il tempo necessario per scoprire quali siano. Nel mondo dei bambini alterniamo ai tempi pieni, opportuni spazi di tempo vuoto, cioè di semplice ozio. Nell’agenda dei bambini inserite ogni giorno almeno un’ora di… niente! per fantasticare e immaginare mondi o creandone altri o semplicemente per annoiarsi.

Per cercare un’alternativa alla noia da solo, senza che debba essere il  nostro mondo a suggerirgliela; i bambini si divertono con poco anche con oggetti inconsueti che non nascono per il gioco, un bambino sereno gioca bene anche da solo nel mondo che lui solo conosce e che noi adulti abbiamo dimenticato!

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