La fuoriuscita di sangue dal naso, o epistassi, è un disturbo molto comune nei bambini, in particolare nei maschietti, e tende a verificarsi con una certa frequenza fino a circa i 14 anni di età, con un picco di incidenza nella fascia compresa tra i 6 e i 10 anni. Compare soprattutto durante i mesi freddi quando è maggiore la diffusione delle malattie delle alte vie respiratorie, prima fra tutte il raffreddore.

Nella grande maggioranza dei casi l’epistassi è provocata dalla rottura dei vasi sanguigni che irrorano la mucosa (cioè il rivestimento interno) del naso: essi, infatti, sono particolarmente fragili e nei bambini è spesso sufficiente una sollecitazione anche ridotta per romperli. Il più delle volte è lo stesso bambino a provocare la lesione nei seguenti modi:
– infilandosi le dita nel nasino;
soffiando il nasino con insistenza nel corso di un raffreddore;
– inserendo corpi estranei nelle narici.

Altri fattori che favoriscono il disturbo sono, inoltre, rappresentati da:
– secchezza della mucosa nasale;
– esposizione a fonti di calore (per esempio se il bambino sta a lungo sotto il sole) che, aumentando la vasodilatazione, stimola l’afflusso di sangue.

Ma allora in caso di perdita di sangue dal naso vediamo quali sono i rimedi da adottare:
– far piegare la testa in avanti su un lavandino con le manine appoggiate ai bordi;
– fargli soffiare il nasino allo scopo di espellere gli eventuali coaguli di sangue;
– applicare la borsa del ghiaccio (avvolta in un panno morbido) sulla fronte per favorire il restringimento dei vasi sanguigni;
– non appena il flusso tende a calare stringere tra pollice e indice la parte molle delle narici del piccolo per almeno 5 minuti per stimolare la cicatrizzazione dei vasi rotti. Se al termine di questa operazione il sangue continua a uscire, riprovare per altri 5 minuti;

una volta bloccato il flusso, è importante non far soffiare il naso al piccolo per almeno 3-4 ore perché provocherebbe la ripresa dell’epistassi dato che i vasi sanguigni non si sono ancora perfettamente cicatrizzati.
Alcune manovre, invece, comunemente ritenute utili in caso di perdita di sangue dal naso, in realtà, tendono a peggiorare il disturbo come fare inclinare la testa al bambino all’indietro perché ciò determina il reflusso del sangue nella gola e, quindi, nell’esofago e nello stomaco con l’effetto di stimolare il vomito o inserire batuffoli di cotone, garze o tamponi nel nasino per bloccare la fuoriuscita di sangue in quanto, quando vengono tolti, possono strappare le cicatrici formatesi in corrispondenza dei vasi sanguigni rotti determinando la ripresa dell’epistassi.

Invece è necessario chiamare il pediatra:
– se il flusso è bilaterale, cioè il sangue esce da entrambe le narici;
– quando la fuoriuscita di sangue dal naso risulta molto intensa e dura più di 15 minuti, in tal caso il pediatra potrebbe far somministrare al piccolo gocce o gel vasocostrittori, che determinano il blocco del flusso;
– se, nonostante l’utilizzo di preparati vasocostrittori, il flusso di sangue non si blocca è meglio rivolgersi al Pronto soccorso più vicino.

Se il bambino soffre spesso di epistassi, è importante adottare alcuni accorgimenti per prevenire la ricomparsa del disturbo o comunque ridurne la frequenza:
– mantenere l’ambiente in cui vive il bambino adeguatamente umido e ciò vale in particolare per la sua cameretta durante le ore notturne con degli appositi umidificatori o appoggiando contenitori di acqua o panni bagnati sui caloriferi;
applicare sulle pareti centrali del nasino una pomata a base di vasellina se si rileva una particolare secchezza della mucosa;
evitare prolungate esposizioni del piccolo a fonti di calore e al sole.

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