Le cellule staminali del cordone ombelicale sono cellule non completamente differenziate, capaci di replicarsi per un periodo indefinito e trasformarsi in cellule specializzate utilizzabili per la terapia “autologa-familiare”, ovvero per le necessità dell’individuo a cui appartengono e, in molti casi, per un consanguineo. La nostra legislazione (a differenza di quasi tutti i Paesi europei), consente il prelievo e l’esportazione del sangue del Cordone Ombelicale, ma non la conservazione. Per questo le aziende che operano nel settore si appoggiano a banche del sangue ubicate all’estero.

Il prelievo delle cellule staminali del cordone ombelicale è un’operazione semplice e indolore sia per la mamma che per il bimbo. Viene effettuata dal personale medico, precedentemente avvisato, presente durante il parto, che preleva il sangue direttamente dal cordone ombelicale e lo conserva nel kit predisposto per il trasporto. La società scelta, provvede quindi al ritiro dello stesso e al trasferimento presso la banca del sangue incaricata dell’analisi e della conservazione.

La “crioconservazione” o conservazione a freddo, avviene a una temperatura di circa -196°C in azoto; tale condizione consente la conservazione delle cellule staminali per 20 anni e resterà a disposizione del neonato o dei famigliari che nel frattempo dovessero averne necessità per combattere una malattia.

Voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari alla donazione e conservazione autologa delle cellule staminali? Qui, potete rispondere ad un sondaggio sulla conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale.

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