Probabilmente, il cesareo costituisce uno degli interventi chirurgici più diffusi al mondo: la sua incidenza è andata progressivamente aumentando parallelamente allo svilupparsi di una moderna medicina materno-fetale e neonatale e di pari passo con l’applicazione di tecniche diagnostiche come l’ecografia e la cardiotocografia. Su tale incremento hanno sicuramente inciso anche la crescita dell’età materna, le tecniche di riproduzione assistita e diversi fattori economici e sociali.

Il cesareo ha grandi meriti nella riduzione della mortalità e delle malattie, sia nella madre sia nel bambino. E’ un intervento la cui tecnica è stata continuamente aggiornata e che attualmente è da considerarsi molto sicuro, anche se, certamente, non è esente da pericoli, in particolare per la madre: rischi anestetici, infettivi, emorragici (che possono richiedere trasfusioni), lesioni chirurgiche a carico di organi vicini (ureteri, vescica, intestino), complicazioni tromboemboliche e cardio-polmonari.

Inoltre, il cesareo è associato a un aumento dei problemi riguardanti la formazione della placenta nelle gravidanze successive. In particolare, risulta più elevato il rischio di placenta previa e quello di placenta accreta, ossia la sua inserzione nella parete dell’utero, che ne rende difficile il distacco al momento opportuno.

Negli ultimi anni sono poi emersi anche alcuni problemi neonatali di cui l’intervento sembrerebbe responsabile. Un articolo pubblicato sul British Medical Journal, per esempio, ha evidenziato come il cesareo, attuato su bambini con presentazione cefalica, riduca il rischio di morte fetale durante il parto, ma accresca la presenza di disturbi e di malattie sia nella mamma sia nel neonato.

In particolare, le donne che si sottopongono all’intervento presentano un rischio doppio di isterectomia, trasfusioni di sangue e trasferimento in un reparto di patologia intensiva, mentre corrono un pericolo elevato, rispetto alle gestanti che partoriscono per via vaginale, di essere colpite da infezioni post partum. Il neonato presenta, invece, un rischio maggiore di insorgenza di distress respiratorio (difficoltà respiratorie alla nascita), soprattutto se l’intervento viene praticato in epoca troppo precoce prima della 39° settimana di gestazione.

Insomma, il cesareo risulta innegabilmente un intervento utilissimo e necessario in moltissime situazioni ma, secondo me, questo non ne giustifica l’uso indiscriminato che negli ultimi anni se ne sta facendo! Voi cosa ne pensate? Raccontateci, se volete, la vostra esperienza!

Immagini:
pregnancyweekbyweek.co.za
askamum.co.uk
guardian.co.uk

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.