La prudenza non è mai troppa: una vecchia massima che è davvero il caso di rivalutare nei nove mesi, soprattutto a tavola. Infatti, è dal cibo di cui si nutre la futura mamma che il piccolo prende tutto quello che gli serve per formarsi e di conseguenza le scelte e i comportamenti della futura mamma influenzano lo sviluppo del feto ed è per questo che è importante tenerne conto, anche a tavola.

Tra i cibi da evitare in gravidanza ci sono i salumi crudi, come la bresaola che possono costituire un pericolo per la mamma che non ha sviluppato anticorpi contro la toxoplasmosi. Anche se la stagionatura tende a sanificare questi salumi, non è il caso di fidarsi in quanto esistono in commercio bresaole molto fresche, teoricamente a rischio di contaminazione.

Diverso è il caso della mortadella, che subisce una cottura sufficiente a igienizzarla, come avviene anche per il prosciutto cotto. Al di là della prevenzione della toxoplasmosi, vale comunque la pena di ricordare che la fabbricazione dei salumi implica sempre un rischio igienico, che solo professionisti attrezzati sanno affrontare adeguatamente. Bisognerebbe perciò puntare solo su salumi e insaccati di qualità e di marca nota, evitando di dare fiducia alle produzioni casalinghe.

Il rischio toxoplasmosi riguarda anche le carni fresche, quando vengono consumate crude o se non vengono cotte a sufficienza. La futura mamma negativa al toxotest dovrebbe infatti evitare sempre il carpaccio, la carne trita cruda e anche il roast beef, così come ogni tipo di carne cucinata “al sangue”.

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