Finalmente anche in Italia, come nella maggior parte di Paesi europei, anche i neopapà potrebbero presto rinunciare ad affanni e sotterfugi pur di godersi in santa pace le prime ore del bambino atteso per nove mesi! Ebbene sì, stando ad una proposta di legge che la Camera ha cominciato ha discutere lo scorso mercoledì, niente più giorni di ferie, niente più permessi da chiedere, e niente corse in ospedale in pausa pranzo pur di assistere mamma e bambino.

Si tratterebbe di “Congedo di paternità obbligatorio” e se la legge sarà approvata i papà, subito dopo la nascita del bambino, avranno diritto a quattro giorni di congedo, senza perdere un euro di stipendio. Le proposte di legge all’esame della commissione Lavoro di Montecitorio sono due, molto simili. Per prima è arrivata quella del Pd, scritta da Alessia Mosca e firmata da 25 deputati. Poi è stata depositata quella del Pdl, autore Barbara Saltamartini, sottoscritta da 36 colleghi entrambe vogliono far capire fin dall’inizio che la cura del bambino non è una cosa da donne, ma un compito che mamma e papà devono condividire.

Alessia Mosca spiega “L’Europa ci impone di portare a 65 anni l’età pensionabile per le donne ma è opportuno riequilibrare anche un altro pezzo della vita, e cioè la cura dei figli che non può essere a carico solo delle mamme”. Mentre Barbara Saltamartini dice “Il vero obiettivo è passare dalle pari opportunità alle pari responsabilità. E quindi pensare non alla tutela delle donne, ma ad un sistema che consenta alla famiglia di organizzarsi”.

L’esempio positivo viene dal Portogallo che ha introdotto il congedo obbligatorio per i papà nel 2002. Prima aveva solo quello facoltativo, ma non lo chiedeva nessuno, meno del 2% dei papà. Adesso sono arrivati al 22%. “Questo vuol dire che l’obbligo di restare a casa può insegnare che prendersi cura dei bambini è bello. Può rompere un tabù, avviare una rivoluzione” spiega Alessia Mosca.

Personalmente spero che la legge sia varata sicuramente potrà essere un modo molto più semplice per tutti quei padri che hanno voglia di stare con il proprio figlio appena nato, occuparsi di lui ma anche della sua compagna senza dover fare acrobazie e richiedere permessi o ferie, e forse potrà essere anche un modo per “responsabilizzare” alcuni di quei papà, super presi dal lavoro, che vivono la nascita dei propri bambini in maniera un po’ più distaccata aiutandoli così ad imparare a voler stare anche con i propri figli.

Voi cosa ne pensate? I vostri compagni hanno avuto la possibilità di starvi vicini nei giorni immediatamente successivi alla nascita del piccolo? Il mio lo ha fatto per entrambi i marmocchietti, ma ha dovuto chiedere ferie, che fortunatamente gli sono state concesse 😉

Fonte: Corriere.it

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