Essere vegetariani vuol dire astenersi dal consumo di carne e pesce. Mentre chi decide di basare la propria alimentazione solo su prodotti vegetali (verdura, frutta, cereali, legumi .. ), rinunciando a tutti gli alimenti animali, compresi latte e uova, è invece un “vegetariano stretto” o “vegano”.

La differenza è sostanziale perchè mentre, in gravidanza, una dieta latteo-ovo-vegetariana, opportunamente integrata, riesce a garantire senza problemi una buona assunzione di nutrienti, un regime vegano espone certamente al rischio di carenze nutritive, con possibili conseguenze anche sulla salute del feto. Ma è vero anche che rispetto alla normale alimentazione con carne e pesce, le diete vegetariane possono presentare alcuni vantaggi, in quanto forniscono in genere meno calorie e sono più ricche di fibre. Queste due caratteristiche si possono rivelare utili in gravidanza per chi tende al sovrappeso e per chi soffre di stitichezza.

Dunque ecco le semplici regole da rispettare per assicurare all’organismo tutto ciò che serve alla futura mamma e al bimbo che si sta formando.

Mangiare più pane e cereali
Il fabbisogno calorico nel secondo e terzo trimestre aumenta e rispondere alle esigenze dell’organismo solo con verdura e frutta costringerebbe la futura mamma ad assumere porzioni troppo abbondanti quindi meglio puntare sui cereali, aumentando, per esempio, il consumo di pane (basterebbero due panini da 60 grammi nel corso della giornata).

Uova e formaggio in giusta misura
In gravidanza è necessario anche aumentare l’apporto quotidiano di proteine e quelle fornite dai vegetali sono di basso valore biologico in quanto non contengono tutte le sostanze che servono all’organismo per la costruzione dei nuovi tessuti. Formaggio e uova, invece, danno proteine complete e di alto valore, ideali per la necessità della mamma e del feto. Naturalmente è necessario introdurre questi alimenti in modo equilibrato, per non rischiare di assumere troppi grassi, calorie e colesterolo. Quindi il formaggio può trovare posto in tavola, come portata principale per 3-4 volte la settimana, e 2-3 le uova.

Con yogurt e latte si fa il pieno di calcio
Durante la gravidanza cresce anche il fabbisogno di calcio. Il latte e lo yogurt sono ottime fonti di questo minerale ed è bene che occupino un posto importante nella dita della futura mamma. Meglio però sarà non associare latte e yogurt a cereali integrali, ricchi di sostanze che tendono a ostacolarne l’assimilazione.

Ferro, meglio integrare
Anche il fabbisogno di ferro aumenta notevolmente nel periodo dell’attesa. Questo minerale è presente nei vegetali in bassa quantità e in una forma che l’organismo fatica ad assimilare. E l’esclusione della carne dalla propria dieta accentua di molto il rischio di una carenza e rende praticamente indispensabile un’integrazione farmacologica.

Sale iodato
Un altro minerale di cui si ha una maggiore necessità in gravidanza è lo iodio. Anche in questo caso, rinunciando al pesce che ne è una buona fonte naturale, è bene ricorrere a un0integrazione. Non è necessario utilizzare preparati di farmacia, basterebbe usare il sale iodato per cucinare e condire.

Acido folico: meglio abbondare
L’acido folico è una vitamina particolarmente importante durante l’attesa e un’assunzione insufficiente, soprattutto nel primo trimestre, può comportare danni anche gravi al piccolo. Chi segue un’alimentazione vegetariana non rischia più di chi mangia carne e pesce, anzi, una dieta ricca di verdure e di vegetali è di grande aiuto, dato che l’acido folico è molto abbondante in questi alimenti. Ma a volte nemmeno un regime vegetariano riesce a garantire la copertura completa ed è dunque consigliabile una supplementazione giornaliera per tutti i nove mesi.

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