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Ultima puntata della serie di articoli dedicati ai disordini del ciclo mestruale, oggi parliamo delle alterazioni della quantità di flusso mestruale cioè di “ipermenorrea”, aumento della quantità di flusso mestruale, e di “ipomenorrea” che la diminuzione della quantità di flusso mestruale.

Come al solito l’ipomenorrea e l’ipermenorrea che si presentano in via del tutto occasionale non hanno un valore patologico è non è necessario spaventarsi, sono del tutto normali anche dopo i 40 anni perché sono semplicemente l’anticamera della menopausa, invece se diventano disordini frequenti e regolari devono essere analizzati ed indagati per stabilire quali sono le cause, insieme al ginecologo di fiducia.

Comincio dal fondo e parlo prima di ipomenorrea che vuol dire avere mestruazioni con un flusso molto scarso, inferiore ai 20 ml, associato a breve durata. Questa alterazione del flusso può essere dovuta a problemi uterini oppure ormonali.

L’ipermenorrea è un po’ più complessa perché comprende tre possibilità diverse: la “menorragia”, la “menometrorragia” e la “metrorragia”.

La menorragia indica un sanguinamento molto abbondante, oltre gli 80 ml, associato ad una durata oltre i 7 giorni, che però mantenga un andamento ciclico, e può non significare niente oppure dipendere da molti fattori patologici, essenzialmente problemi uterini, alterazioni della coagulazione del sangue, ecc.

La menometrorragia indica sempre un flusso abbondante che comincia come un normale flusso mestruale ma si prolunga anche nelle fasi successive del ciclo, può essere causato da moltissimi problemi: problemi uterini, malattie infettive, malattie del sangue, ipertensione arteriosa, ecc. ecc.

L’ultima alterazione, la metrorragia, indica delle perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra, scollegate dalla consueta mestruazione, quello che comunemente si chiama anche “spotting”. Anche in questo caso le cause possono essere molto varie, ad esempio i sanguinamenti in gravidanza sono delle metrorragie.