Due settimane fa Angelina Jolie ha annunciato di essersi sottoposta a una doppia mastectomia preventiva per evitare il rischio di ammalarsi di cancro al seno. Portatrice come la madre  – morta nel 2007 a 56 anni dopo una decina d’anni di malattia – di un gene difettoso, il Brca1, (all’origine anche del cancro alle ovaie),  la Jolie ha ridotto così il rischio di sviluppare un tumore al seno dall’87% al 5%. L’avrebbe fatto – ha dichiarato – in primo luogo per i suoi sei figli, che più volte le avevano chiesto se la stessa malattia che aveva portato via la loro nonna avrebbe potuto portare loro via anche la mamma.

L’attrice ha dato la precedenza all’intervento sul seno perché il rischio di ammalarsi di cancro al seno era più elevato e l’intervento più complesso. A questo seguirà in futuro – presumo, salvo ripensamenti – l’intervento di rimozione delle ovaie.

La Jolie ha voluto rendere pubblica la sua scelta perché altre donne possano trarre beneficio dalla sua esperienza. Il che vuol dire, concretamente, che ci si dovrebbe sottoporre tutte ai test genetici per valutare il rischio di ammalarsi, ed eventualmente intervenire con un’operazione preventiva.

Io sono un po’ scettica, sia sui test genetici, che su questo tipo di interventi. Si gioca sulle probabilità di ammalarsi, che non sono del 100% prima dell’intervento, né vengono azzerate dopo l’intervento. Questo significa che può succedere di rimanere sane anche con un’elevata probabilità di ammalarsi, o di ammalarsi, pur avendo minimizzato le probabilità. Difficile quindi prendere una decisione a cuor sereno. Meglio ignorare eventuali predisposizioni, evitando costosi test, e concentrarsi su un altro tipo di prevenzione, conducendo una vita il più possibile sana, curando l’alimentazione e l’attività fisica.

Voi cosa ne pensate?

Livia

Fonti:

repubblica.it

independent.co.uk