Sono stata adolescente ed il mio era davvero un altro mondo per informarsi la scuola e  i giornali, adesso il web, la rete insegna e dispensa consigli sostituendosi a genitori e professionisti, i nostri teen-ager sono interattivi e tecnologi e sanno tutto in materia di sesso ma il tam-tam mediatico funziona davvero?

Gli adolescenti navigano in rete come fossero esperti e adulti saturi di esperienze e nella mia esperienza di mamma di due adolescenti le volte che mi propongo in argomentazioni di carattere educativo sessuale mi fermano con la solita frase: si mamma lo so! E allora perché  i dati riportano che i teenager italiani nel 27 per cento non usano nessun anticoncezionale e la percentuale aumenta al 35 per cento per le ragazze? Un allarme lanciato dai medici degli ospedali dove ogni fine settimana si presentano ragazzine preoccupatissime  a richiedere la pillola del giorno dopo per evitare una gravidanza, a questo va  aggiunto un altro dato quello che le malattie sessuali tra i giovanissimi sono in aumento.

Non manca in materia di sesso un po’ di confusione di questo è convinto il professor Emilio Arisi fondatore dei primi consultori in Italia, e consigliere della Sigo, la società italiana ginecologi che ogni anno organizza corsi nelle scuole, insistendo appunto nella necessità di creare corsi di educazione sessuale in tutte scuole.

Il boom della pillola del giorno dopo è dovuta anche al fatto che molti genitori non sono in grado di parlare ai figli di anticoncezionali e di sesso“, aggiunge il professor Carlo Flamigni che ha scritto un libro dedicato proprio a questa pillola – “osteggiata dai medici cattolici pur non essendo un abortivo, in questo modo si sceglie un contraccettivo di emergenza anche perché non esiste educazione pubblica solida in merito alla contraccezione e d’altro canto la vecchia generazione non è molto incline all’utilizzo del preservativo o della pillola: solo il 16% delle donne rispetto al 40% di alcuni paesi del nord Europa e il 32% si protegge con il coito interrotto”.

Ancora molto radicati i luoghi comuni che la pillola fa male o ingrassa e così anche tra i giovanissimi nel 22 % del casi ci si affida al coito interrotto, solo nel 27% al preservativo e il 18% alla pillola.

Personalmente penso che l’informazione tra i giovani è cresciuta, forse un po’ meno la responsabilità e la capacità di controllare impulsi ed emozioni, che vivono nel bene e nel male sempre al massimo valutando poco le conseguenze! Alla famiglia il compito di sostenere e prevenire  il disagio di questa fase della vita così delicata dove è complicato crescere e non difficile sbagliare!

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