Il primo tema che apre questa rubrica parla del diventare genitori oggi, una tappa del ciclo di vita che ha perso la specificità di un tempo: il valore di passaggio all’età adulta, oggi scomparso. Possiamo immaginare il punto di osservazione dei fenomeni sociali come un obiettivo fotografico con lo zoom, attraverso il quale mettere a fuoco gli “attori” a un livello più o meno ravvicinato: ad ogni cambiamento nella società, ne corrispondono altri a livelli più individuali. Uno di questi esempi è la famiglia.

Tutti ormai conosciamo il cambiamento radicale che ha coinvolto la vita di coppia, ma quel che talvolta sfugge è che questo cambiamento ha caratterizzato la vita di relazione più in generale: quando si parla di “crisi della famiglia”, in realtà, si parla di un processo che interessa la qualità dei legami intimi, oggi sempre più difficili da portare avanti e rendere duraturi.

Per fare famiglia bisogna innanzitutto fare coppia: l’esperienza della genitorialità è preceduta dalla coniugalità. Essere in un rapporto intimo (di vicinanza emotiva, non fugace  o superficiale), significa, da un lato, far riemergere lo stile personale che abbiamo appreso nella nostra famiglia di origine; dall’altro permettere che questo stile possa trasformarsi e arricchirsi con l’incontro e l’unicità del nostro partner.

Fare coppia è l’unione di due progetti di vita che si incontrano, e attraverso la “contrattazione” che arricchisce e completa, ci permette di esprimere al meglio ciò che siamo.

Sappiamo che un tempo il senso della coniugalità e del dovere etico prevalevano sui bisogni personali fino al “sacrificio”, e le regole sociali erano più rigide. Oggi i partner antepongono la felicità personale, la dedizione al lavoro e l’auto-realizzazione alla contrattazione del rapporto a due.

“Ho fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui, non voglio rinunciare a questo per sacrificarmi alla famiglia”: questa  una delle riflessioni tipiche dei nostri tempi.

E ancora: “Siamo una coppia “libera”: è giusto che ciascuno di noi abbia i suoi spazi per coltivare gli interessi, la carriera, gli hobby.”.

“La vita di coppia è troppo impegnativa per me: richiede una dedizione che in questo momento non ho”.

Da queste testimonianze emerge il fatto che i legami sono mantenuti solo se il proprio criterio personale è soddisfatto, e che gli spazi di autonomia sono avvertiti in costante pericolo: siamo portati a difenderci dalla relazione come se questa costituisse una potenziale minaccia per la nostra libertà.

Tutto questo ha inevitabilmente tolto sacralità e valore alla funzione genitoriale, e nello stesso tempo ha aumentato il senso d’incertezza, specifico della nostra epoca, nell’affrontare questo importante cambiamento della propria esistenza.

Se la genitorialità è oggi diventata una decisione libera, è anche sempre più difficile da scegliere.

Ci sono tante motivazioni che si adducono a cause “esterne” (la stabilità economica, il completamento degli studi, il raggiungimento di uno status), ma inevitabilmente una parte della scelta subisce l’influenza di motivazioni intrinseche che, anche se influenzate dal contesto in cui viviamo, riguardano il modo in cui ci percepiamo all’interno delle relazioni familiari.

dott.ssa Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

Fonte Foto: troviamoibambini.it