Se nel dopoguerra la Barbie ha rivoluzionato modi e costumi di un’epoca, passando da una visione della donna mamma e moglie ad una più femminista, oggi le Bratz più che una rivoluzione sembrano essere uno specchio dei tempi. Dall’alto dei loro accessori accessori Jasmine, Cloe, Sasha, Jade e Meygan ammiccano al mondo, col loro look trendy e il loro stile di vita cool.

Multietniche, indossano zeppe e scarpe da ginnastica, zainetto, cappellino, bandane, tatuaggi e vantano un caratterino da “bad girl” tipo Britney Spears. Se Barbie si dibatteva tra marito, sorella, casa, camper, biciletta, cavallo, oggi le Bratz volteggiano tra un salone “spa” con vasca Jacuzzi, caffetteria, macchina cabriolet, e soprattutto quel guardaroba “da sballo”.
Nate nel 2001 dal disegnatore di giocattoli Carter Bryant, rigettate dalla Mattel, sono state accolte in casa MGA Entertainmen che ne ha saputo cogliere il potenziale, diventando in pochissimo tempo rivali della Barbie.
Le Bratz interpretano e s’addossano la responsabilità di essere di tendenza, di vestire come le ragazzine dagli 8 ai 12 anni di New York, Tokyo, Londra e Milano, di mangiare le stesse schifezze dei nostri figli, ascoltare la musica, usare i trucchi e bere il caffè nei modi e nei posti “giusti”. Il mercato ha trovato un nome per capire di che cosa si sta parlando: “fashion dolls”, bambole di moda.

Le ragazzine ci si riconoscono, ci si specchiano, e in loro trovano suggerimenti per scegliere la scarpa o l’accessorio più “in”. Più che un giocattolo sono un gadget da portare nello zainetto, un simbolo di appartenenza. E in questi 25 centimetri di plastica di Bratz, sotto le aggressive chiome rosse bionde e more, nella testona e nelle gambe smilze, queste bamboline veicolano i desideri e le aspirazioni, le idiosincrasie e le antipatie, delle teenagers al tempo della globalizzazione. Che significa, in primo luogo, consumo di moda, tv, musica.

Il merchandising intorno a queste bambole sembra non avere fine: alle Bratz si sono aggregati i Bratz Boy, Dylan e Cameron e le Baby Bratz (indirizzate a un pubblico di bambine sopra i 4 anni), videogiochi, cartoni animati e un film (vincitore del premio Razzie Awards nel 2007 come peggior film).

Tutto ciò a portato a una guerra legale tra Mattel e MGA, che a oggi non ha ancora visto un vincitore.

Insomma la scalata di queste bambole sembra inarrestabile, ma alla fine le bambine si divertono a giocarci?

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