Partorire in casa una scelta difficile? Giorgia ha scelto di vivere questa esperienza: il suo piccolo Samuel è nato in acqua, nella sua casa romana un anno e mezzo  fa. Un esperienza intima di cui non ha mai parlato e ne ha mai condiviso su copertine e riviste.

La cantautrice romana, 40 anni, adesso si racconta e parla della sua gravidanza: “Quando sono rimasta incinta mi si è aperto un mondo, che c’é chi fa il cesareo, chi l’epidurale. Il messaggio che mi arrivava era che la gravidanza fosse una specie di malattia, e che la donna deve essere ospedalizzata, trattata come una malata. Per carità, ci sono situazioni in cui c’é bisogno del medico, ma nella maggior parte dei casi la donna è assolutamente la protagonista bisogna mettersi nella condizione di vivere l’esperienza capendola, gustandola, e non demandandola la gravidanza va vissuta in prima persona e il parto é un punto di arrivo in cui la donna si può esprimere per quello che è”.

Certo fa un male boia, è inutile prendersi in giro. Però forse è anche la cosa più naturale che si possa immaginare, perché siamo fatte per questo”, dice con una luce negli occhi. In un Paese dove il 40% dei bambini nasce con il cesareo, il parto a domicilio non è stata una scelta scontata, all’inizio non credevo che poi avrei fatto il bimbo in casa, in acqua. Mi vedevo comunque guidata, in ospedale. Poi quando ero vicina al parto, ho sentito che non era il mio percorso. E’ stato meraviglioso come nei nove mesi sono cambiata. Ho acquistato una grande fiducia in me, cosa che di solito non ho. Ho vissuto questa esperienza con molta lucidità. Tutto è arrivato naturalmente. E alla fine ho sentito che si poteva fare. Quella di Giorgia un esperienza unica ed indimenticabile!

Fonte: Ansa

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