Durante i mesi dell’ attesa si presta molta attenzione all’alimentazione della futura mamma per condurre una sana gravidanza, è corretto assumere proteine e vitamine, quest’ultime spesso come la vitamina B12 non nella giusta quantità. La carenza di questa vitamina può aumentare i rischi di anomalie congenite come la spina bifida e l’ anencefalia.

Corrono maggiori rischi le donne vegetariane, le gestanti che non consumano a sufficienza cibi di origine animale poiché questi alimenti forniscono un giusto apporto di vitamina B12,maggiore attenzione anche le donne incinte con problemi intestinali, e dell’assorbimento di minerali e vitamine.

La ricerca scientifica si è svolta su gruppi di volontarie: gli studiosi hanno misurato i livelli di vitamina B12, i risultati raggiunti hanno indicato che le donne con meno di 250 ng/ml di vitamina B12 prima della gravidanza correvano un rischio da 2,5 a 3 volte maggiore di partorire figli con difetti del tubo neurale rispetto alle donne con alti livelli di vitamina B12.
 
I ricercatori affermano che si può intervenire preventivamente per evitare queste malformazioni fetali, integrando, quando serve l’acido folico e la vitamina B12 nella dieta delle future mamme: queste sostanze, ribadiscono i medici, partecipano alla sintesi del Dna e in una serie di importanti reazioni biochimiche.

Tuttavia per quanto sono necessari altri studi per confermare queste prime indicazioni, si raccomanda a tutte alle donne che pensano di avere un figlio di mantenere un giusto apporto di vitamina B12 cioè superiori a 300 ng/ml già da prima della gravidanza: il cervello e il midollo spinale si formano nei primi 28 giorni dal concepimento. Quindi benissimo frutta e verdura ma anche carne e alimenti di origine animale.