I bambini che crescono senza un PC in casa, e quindi senza la possibilità di imparare ad utilizzare Word e (soprattutto) Internet, cresceranno con meno chances di avere successo a scuola e nel lavoro: a decretarlo è il “solito” studio anglosassone condotto da un Centro Studi in collaborazione con un’Agenzia del Governo di Sua Maestà

Molti studi, condotti anche negli scorsi anni da enti di grosso calibro come l’OCSE, avrebbero dimostrato che i bambini che dispongono di un PC e possono utilizzare Internet ottengono risultati migliori in matematica e superano gli esami con voti più brillanti. Recentemente, anche su Blogmamma è apparso un post su come stimolare le conoscenze linguistiche con il Web. Inoltre, ancora secondo la ricerca, sono più numerosi gli abbandoni scolastici tra coloro che non posseggono un PC, e di conseguenza la sotto-occupazione o la disoccupazione.

In Gran Bretagna, sempre secondo quanto riportato dall’agenzia BLI Education, che collabora con il governo inglese in Home Access, un programma di diffusione dell’utilizzo delle nuove tecnologie, i professori consigliano l’utilizzo del Web come aiuto per i compiti a casa e per lo studio. Secondo quanto affermato da un docente che segue il programma, la possibilità di utilizzare Internet non è solo una questione di “pari opportunità” tra ragazzini, ma è anche un modo per stimolare la curiosità e per imparare in modo creativo.

Indubbiamente, non possedere un PC in casa è sinonimo oggi di condizioni economiche e sociali svantaggiate. E dunque, a me sembra che i bimbi che non hanno un PC avranno meno chances di successo non per la mancanza di accesso ad Internet, ma per una serie di condizioni di partenza poco facili. Voi cosa ne pensate? Basta un PC per “garantire” il successo scolastico e professionale?

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