Si è tanto parlato di questa “nuova” influenza negli ultimi mesi a volte anche, secondo me, con un allarmismo esagerato! Questo nuovo virus influenzale A/H1N1 per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Nessuno è però in grado di dire se in futuro si modificherà e diventerà pericoloso. Il suo comportamento, come quello di tutti i virus, è imprevedibile.

Dunque partendo da questo presupposto proviamo a fare il punto della situazione su questa influenza cercando di sintetizzare quello che finora sappiamo:
questa “nuova” influenza suina finora non è stata pericolosa infatti quello che si sa di questo nuovo virus influenzale è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale.
non è possibile che possa causare molti morti in quanto nei paesi dove questo virus è già circolato ampiamente, la percentuali di morti sul numero di ammalati è bassissima e potrebbe essere in realtà ancora inferiore, perché facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause presenti e non al solo virus.
i sintomi della nuova influenza sono i soliti (febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari e malessere) e, come quelli dell’influenza stagionale, possono essere causati da molti altri virus o batteri;
è possibile diagnosticare la nuova influenza, ma dopo almeno 3 giorni di malattia, in ospedale solo se il medico curante lo ritiene necessario. Non è possibile distinguere la nuova influenza da una di quelle “vecchie” con una semplice visita medica.
fare la diagnosi serve a poco perchè questa influenza non ha una terapia specifica, non è pericolosa e non si distingue da altre malattie simili. L’unica utilità della diagnosi è l’eventuale isolamento del malato. Ma, soprattutto nel caso di un bambino, l’isolamento serve a poco, perché il bambino malato ha già diffuso il virus a scuola e in famiglia.
i farmaci antivirali sono utili solo nei soggetti che già hanno una salute compromessa; nei soggetti sani non conviene usarli. Per questo sono prescrivibili solo in ospedale. Si tratta comunque di farmaci che non sono mai stati usati nei bambini; perciò se ne conosce bene l’efficacia e gli effetti collaterali.
non c’è ancora un vaccino, ma ci sarà presto. Non è stato però sperimentato sui bambini.
saranno vaccinati prima di tutto gli addetti ai servizi essenziali. Questo per evitare che si assentino dal lavoro. Poi i soggetti “a rischio” (malati cronici). Infine (probabilmente nell’inverno) potrebbero essere vaccinati i bambini di età superiore ai sei mesi (per evitare la diffusione alle famiglie attraverso le scuole), ma su questo non c’è ancora chiarezza.
per i bambini sotto i due anni i vaccini antinfluenzali hanno scarsa efficacia, ma nei paesi in cui questa influenza si è già diffusa, ci sono state complicanze nei bambini piccoli. Per questo motivo, nonostante l’efficacia prevista sia scarsa e non ci sia esperienza, il Ministero avrebbe deciso di consigliare la vaccinazione da sei mesi, salvo diverso parere dell’autorità europea sui farmaci.
questa vaccinazione è probabilmente utile da un punto di vista sociale (evita che molta gente si ammali contemporaneamente e si blocchi il funzionamento delle fabbriche e degli uffici), ma sul piano individuale chi non si vaccina rischia solo qualche giorno di febbre, tosse ecc. ecc.

Fonte: Un pediatra per amico.it

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